██████╗ ███████╗████████╗██╗██████╗ ███████╗██████╗ ██╗ █████╗
██╔══██╗██╔════╝╚══██╔══╝██║██╔══██╗██╔════╝██╔══██╗██║██╔══██╗
██████╔╝█████╗ ██║ ██║██████╔╝█████╗ ██║ ██║██║███████║
██╔══██╗██╔══╝ ██║ ██║██╔═══╝ ██╔══╝ ██║ ██║██║██╔══██║
██║ ██║███████╗ ██║ ██║██║ ███████╗██████╔╝██║██║ ██║
╚═╝ ╚═╝╚══════╝ ╚═╝ ╚═╝╚═╝ ╚══════╝╚═════╝ ╚═╝╚═╝ ╚═╝
- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b- `b
¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯¯
Napoleone Bonaparte
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
top
mwdqNapoleone Bonaparte, spesso chiamato per antonomasia anche solo Napoleone (Ajaccio, 15 agosto 1769cite-ref-1[N 1] – Longwood, Isola di Sant'Elena, 5 maggio 1821), è stato un politico e generale francese, fondatore del Primo Impero francese e protagonista della prima fase della storia contemporanea europea, detta "età napoleonica".
Nato in mwfaCorsica da una famiglia della piccola nobiltà mwfqitaliana, studiò in Francia, dove divenne mwfgufficiale d'mwfwartiglieria e quindi mwgagenerale durante la mwgqRivoluzione francese. Ottenuti prestigio e stima grazie alle vittorie nel corso della mwggprima campagna d'Italia, dopo il mwgwcolpo di Stato del 18 brumaio (9 novembre mwha1799) assunse il potere in Francia: fu Primo Console dal novembre di quell'anno al 18 maggio mwhq1804, e mwhgImperatore dei francesi, con il nome di Napoleone I (mwhwNapoléon Imwiaer) dal 2 dicembre 1804 al 14 aprile mwiq1814 e nuovamente dal 20 marzo al 22 giugno mwig1815. Fu anche presidente della mwiwRepubblica Italiana dal 1802 al 1805, mwjare d'Italia dal 1805 al 1814, «mediatore» della mwjqConfederazione svizzera dal mwjg1803 al mwjw1813 e «protettore» della mwkaConfederazione del Reno dal mwkq1806 al 1813.
Grande uomo di guerra, protagonista di oltre vent'anni di campagne in Europa, Napoleone è stato considerato il più grande stratega della storia dallo storico militare mwkwBasil Liddell Hart,cite-ref-2[1] mentre lo storico Evgenij Tàrle non esita a definirlo "l'incomparabile maestro dell'arte della guerra" e "il più grande dei grandi".cite-ref-3[2] Grazie al suo sistema di alleanze e a una serie di brillanti vittorie contro le potenze europee, conquistò e governò larga parte dell'mwnaEuropa continentale, esportando gli ideali rivoluzionari di rinnovamento sociale e arrivando a controllare numerosi Regni tramite persone a lui fedeli (mwnqGiuseppe Bonaparte in mwngSpagna, mwnwGioacchino Murat nel mwoaRegno di Napoli, mwoqGirolamo Bonaparte in mwogVestfalia, mwowJean-Baptiste Jules Bernadotte nel mwpaRegno di Svezia e mwpqLuigi Bonaparte nel mwpgRegno d'Olanda).
La sua riforma del sistema giuridico (confluita nel mwqaCodice Napoleonico) introdusse chiarezza e semplicità delle norme e pose le basi per il moderno mwqqdiritto civile.
La disastrosa mwqwcampagna di Russia (mwra1812) segnò il tramonto del suo dominio sull'Europa. Sconfitto nella mwrqbattaglia di Lipsia dagli alleati europei nell'ottobre del 1813, Napoleone abdicò il 4 aprile 1814 e fu esiliato all'mwrgisola d'Elba. Nel marzo del 1815, abbandonata furtivamente l'isola, sbarcò a Golfe Juan, vicino ad mwrwAntibes, e rientrò a mwsaParigi senza incontrare opposizione, riconquistando il potere per il periodo detto dei "mwsqcento giorni", finché non venne definitivamente sconfitto dalla mwsgsettima coalizione nella mwswbattaglia di Waterloo, il 18 giugno 1815. Trascorse gli ultimi anni di vita in esilio all'mwtaisola di Sant'Elena, sotto il controllo dei mwtqbritannici. Dopo la sua caduta il mwtgcongresso di Vienna ristabilì in mwtwEuropa i vecchi regni pre-napoleonici (mwuaRestaurazione).
Fu il primo regnante della mwugdinastia dei mwuwBonaparte. Sposò mwvaGiuseppina di Beauharnais nel mwvq1796 e, in seconde nozze, l'arciduchessa mwvgMaria Luisa d'Austria, l'11 marzo mwvw1810, dalla quale ebbe l'unico figlio legittimo, mwwaNapoleone Francesco, detto il mwwqre di Roma (mwwg1811-mwww1832). La sua figura ha ispirato artisti, letterati, musicisti, politici, filosofi e storici, dall'mwxaOttocentocite-ref-4[3] ai giorni nostri.
Contents
• Infanzia
• I figli
• Musica
• Note
──────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────────
Biografia
La nascita
Napoleone nacque ad mwzqAjaccio, in mwzgCorsica, poco più di un anno dopo la stipula del mwzwtrattato di Versailles del 1768, con il quale la mwaaRepubblica di Genova lasciava mano libera alla Francia nell'isola, che fu così invasa dalle armate di mwaqLuigi XV e annessa al patrimonio personale del re.cite-ref-5[4] La famiglia Bonaparte apparteneva alla piccola mwbgborghesia còrsacite-ref-6[5] e aveva forse lontane origini nobili genovesi.cite-ref-8[N 2]
Il padre, mweqCarlo Maria Buonaparte, avvocato laureatosi all'mwegUniversità di Pisa, aveva effettuato ricerche araldiche per ottenere presso i lontani parenti di mwewSan Miniato una patente di nobiltà che gli conferisse prestigio in Patria e gli permettesse di meglio provvedere all'istruzione dei figli. Secondo alcune ricostruzioni, Napoleone avrebbe cambiato il cognome da "Buonaparte" in "Bonaparte" dopo la morte del padre, pochi giorni prima di sposare Giuseppina e partire per la campagna d'Italia, per renderlo più adatto alla lingua francese.cite-ref-9[7] In realtà già nel suo atto di battesimo, redatto ad Ajaccio in lingua italiana, viene attestata la nobiltà della famiglia e si riporta il cognome Bonaparte,cite-ref-10[8] prova che esso non era definitivamente fissato nella forma Buonaparte, mentre nei successivi atti, in italiano, relativi a mwhaPaola e a mwhqLuigi Napoleone il cognome, ancora nella forma Bonaparte, è preceduto dalla particella "de". Carlo Maria Bonaparte morì prematuramente a causa di un mwhgtumore dello stomaco, il 24 febbraio mwhw1785, a mwiaMontpellier.
La madre era mwigMaria Letizia Ramolino, discendente da nobili toscani e lombardi; al momento del matrimonio, il 2 giugno 1764, aveva 14 anni, mentre il marito ne aveva 18.cite-ref-11[9] La coppia ebbe 13 figli, di cui solo otto sopravvissero: oltre Napoleone anche i fratelli mwjwGiuseppe, mwkaLuciano, mwkqLuigi e mwkgGirolamo e le sorelle mwkwElisa, mwlaPaolina e mwlqCarolina. Lo stesso Napoleone disdegnò in più occasioni tali ascendenze illustri affermando che voleva essere fondatore e non discendente di tale nobiltà.cite-ref-12[10]
I due genitori combatterono nella guerra fra i corsi e i francesi e Maria combatté anche quando era incinta di Napoleone, suo secondo figlio. Il 15 agosto 1769cite-ref-13[N 3] durante la festa dell'Assunzione si recò alla cattedrale di Ajaccio. Al suo ritorno a casa, intorno a mezzogiornocite-ref-14[11]cite-ref-15[12] si accasciò dando alla luce Napoleone. Venne battezzato un anno ed undici mesi dopo, il 21 luglio 1771.cite-ref-16[13]
Infanzia
A cinque anni venne iscritto in un asilo d'infanzia in Francia, dove studiò con l'abate Reccocite-ref-18[N 4] per quattro anni, nei quali ricevette educazione anche dallo zio, l'arcidiacono Luciano.
Fu grazie al mwsgtitolo nobiliare ottenuto in Toscana che il padre Carlo poté iscriversi al Libro della nobiltà di Corsica, istituito dai francesi per consolidare la conquista dell'isolacite-ref-ludwig-19-0[15] e, solo grazie a tale iscrizione, all'età di nove anni, il giovane Napoleone fu ammesso il 23 aprile 1779,cite-ref-21[N 5] sempre per iniziativa del padre, alla Scuola reale di mwuwBrienne-le-Château, nel nord della Francia, dove rimase fino al 17 ottobre 1784 (alcuni storici, erroneamente, ritengono fino al 30 ottobre dello stesso anno).cite-ref-23[N 6] Per migliorare il suo francese e prepararsi alla scuola, prima frequentò per quattro mesi il collegio di mwwaAutun, i suoi studi furono finanziati grazie a una borsa di studio di duemila franchi.
Napoleone inizialmente non si considerava francese e si sentiva a disagio in un ambiente dove i suoi compagni di corso erano in massima parte provenienti dalle file dell'alta aristocrazia transalpina e lo prendevano crudelmente in giro motteggiando il suo nome come "mwwgla paille au nez = la paglia per il naso" (l'accusa di essere straniero l'avrebbe perseguitato per tutta la vita).cite-ref-24[18]cite-ref-25[N 7] Qui strinse amicizia con mwywLouis-Antoine Fauvelet de Bourrienne, suo futuro biografo, e nel frattempo il giovane Napoleone si dedicò con costanza agli studi, riuscendo particolarmente bene in mwzamatematica.cite-ref-26[19]
Seguì le idee ateiste del collegio e lui stesso narrò che a 11 anni la sua fede vacillò.cite-ref-28[N 8]
Grazie alla sua nascita in contesto italiano/toscano-corso, mantenne comunque un legame forte con la lingua e la cultura toscana/italiana, come dimostra il fatto che tra i suoi libri più cari, che portava sempre con sé, c'era la versione mw1wcesarottiana dei mw2amw2qCanti di Ossian, saga poetica del guerriero celtico mw2gOssian.cite-ref-29[21]
Carriera nell'esercito
Dopo il giudizio positivo del cavaliere di Kéralio,cite-ref-30[22] il 22 settembre mw6w1784 il suo successore, l'ispettore militare Reynaud des Monts, gli concesse l'ammissione alla Regia mw7aScuola Militare di Parigi, fondata da mw7qLuigi XV su consiglio di mw7gMadame de Pompadour, dove giunse nella sera del successivo 21 ottobre, partito giorni prima il 17.cite-ref-31[23] Nel 1785 tentò di passare in mw8wMarina, ma in seguito all'annullamento degli esami d'ammissione di quell'anno, passò in mw9aartiglieria, desideroso di abbandonare gli studi al più presto e dedicarsi alla carriera militare.cite-ref-32[24] Alloggiava in una mansarda. Fra i suoi insegnanti figurava mw-qGaspard Monge, creatore della mw-ggeometria descrittiva.
Ottenne quindi la nomina a sottotenente a soli 16 annicite-ref-34[N 9] e fu distaccato, il 1º settembre mwaqa1785, presso un reggimento d'artiglieria di stanza a mwaqeLa Fère, come sottoluogotenente, sotto gli ordini del barone du Teil, per assumere la luogotenenza, pochi mesi dopo, presso un reggimento di stanza a mwaqmValence, nel sud-est della Francia.cite-ref-35[26] In quei tempi si innamorò prima di Caroline, figlia di Anna du Colombiercite-ref-36[27] e in seguito di Louise-Marie-Adelaide de Saint-Germain, ma in entrambi i casi venne rifiutato. La sua prima relazione fu con una prostituta.cite-ref-38[N 10] Nel 1787 tornò a Parigi, poi viaggiò in Corsica e infine raggiunse il reggimento ad mwaraAuxonne.
«Francesi, non paghi di averci portato via tutto ciò che ci era caro, avete anche corrotto i nostri costumi. La situazione attuale della mia patria, e l'impossibilità di mutarla, sono dunque un nuovo motivo per fuggire una terra in cui sono obbligato per dovere, a lodare uomini che per virtù dovrei invece odiare. Quando arriverò nella mia terra, che atteggiamento adottare, che linguaggio tenere? Quando la patria non è più, un buon patriota deve morire.»
(Napoleone Bonaparte, 1787)
Allo scoppio della rivoluzione nel mwars1789, Napoleone, ventenne e ormai mwarwufficialecite-ref-41[N 11] del re Luigi XVI, riuscì a ottenere una lunga licenza grazie alla quale poté ritornare al sicuro in Corsica. Una volta stabilitosi qui si unì al movimento rivoluzionario dell'isola assumendo il grado di tenente colonnello della Guardia Nazionale. Nel 1791 si innamorò di Manesca Pillet ma venne rifiutato, e dopo essere stato per alcuni mesi a Auxonne il 1º giugno venne inviato nel 4º reggimento d'artiglieria a Valencecite-ref-42[31] con il grado di primo luogotenente. Nel gennaio del mwasu1792 si candidò come tenente colonnello e venne eletto, con alcuni dubbi,cite-ref-44[N 12] il 28 marzo,cite-ref-45[33] in seguito verrà momentaneamente retrocesso al rango di capitano. Per i suoi continui viaggi in Corsica, superando il tempo concessogli per la licenza militare, rischiò di essere considerato disertore,cite-ref-46[34] preoccupato ritornò a Parigi nello stesso anno.
Nel frattempo in Corsica infuriava la mwatoguerra civile scoppiata appunto nel mwats1793. Già dal mwatw1792 gli eccessi rivoluzionari di settembre, che anticiparono l'instaurazione del "mwat0Terrore" dell'estate successiva, avevano spinto l'eroe nazionale dell'indipendenza corsa, mwat4Pasquale Paoli (che era rientrato trionfalmente nel suo Paese nel 1790, dopo il lungo esilio impostogli dai Re di Francia), a prendere le distanze da Parigi e a riprendere la lotta per l'indipendenza della Corsica. Accusato di tradimento e inseguito da un mandato di arresto emesso dalla mwat8Convenzione nazionale il 2 aprile 1793, Paoli ruppe gli indugi il 17 aprile, appellandosi direttamente a tutta la popolazione còrsa affinché difendesse la propria patria e i propri diritti. La famiglia Buonaparte, che pure aveva sostenuto Paoli al tempo della rivolta contro Genova e poi contro le Armate di Luigi XV (il padre Carlo e forse anche la madre parteciparono accanto a Paoli alla mwauabattaglia di Ponte Nuovo contro i francesi), scelse però la causa francese.
Nel febbraio 1793 Napoleone comandò i 350 uomini dell'11º battaglione verso l'isola della mwauiMaddalena in mwaumSardegna. Il 22 febbraio sbarcò a mwauqSanto Stefano; l'attacco però non riuscì, in quanto mancò l'appoggio previsto della corvetta Fauvette.cite-ref-47[35]
Napoleone fuggì rapidamente ad Ajaccio e di lì riparò con l'intera famiglia, accusata di tradimento, a mwauoTolone. Il 12 settembre 1793cite-ref-48[36] giunse al quartier generale di Cartaux. In sei settimane riorganizzò le forze per l'assedio alla città, preparò 100 pezzi di grosso calibro e raccolse vari ufficiali competenti. Con l'appoggio di Gasparin, uno dei tre commissari a Tolone, riuscì ad avere il controllo dell'artiglieria d'assedio; intanto il 19 ottobre era divenuto capo di battaglione.cite-ref-49[37] A Cartaux successero Doppet e poi il capace generale mwavmJacques François Dugommier. Napoleone conobbe Andoche Junot, che sarebbe stato in seguito governatore di Parigi. Il 1º dicembre viene nominato dal generale Dugommier aiutante generale. Riuscì a conquistare il forte dell'Eguillette, chiamato la piccola Gibilterra, e dopo gli altri forti nel dicembre mwavq1793, liberò il porto di Tolone dai mwavumonarchici e dalle truppe inglesi che li appoggiavano. Secondo mwavyChateaubriand, in questa occasione il giovane Napoleone si macchiò di massacri spietati contro la popolazione.cite-ref-50[38]
Tolone fu il suo primo clamoroso e avventuroso successo militare, che gli valse la nomina a generale di brigata il 22 dicembrecite-ref-51[39] e l'attenzione del futuro membro del mwawaDirettorio mwawePaul Barras, che lo aiuterà poi nella successiva scalata al potere. La sua amicizia con mwawiAugustin de Robespierre, fratello di mwawmMaximilien, prima lo liberò dagli arresti in casa cui era stato costretto nel 1794cite-ref-53[N 13] poi lo fece cadere in disgrazia all'indomani del 9 mwawgtermidoro e della conseguente fine del Terrore. Venne arrestato con l'accusa di mwawkspionaggio e poi liberato.cite-ref-55[N 14] Le sue avventure galanti lo portarono a sedurre Louise Gauthier, moglie di un deputato, e a fidanzarsi, il 21 aprile 1795, con mwaw4Désirée Clary.cite-ref-57[N 15]
Tuttavia la fortuna gli arrise quando il mwaxq13 vendemmiaio (5 ottobre mwaxu1795) mwaxyBarras lo nominò, all'improvviso, comandante della piazza di Parigi, con l'incarico di salvare la mwaxcConvenzione nazionale dalla minaccia dei monarchici (realisti). Con l'aiuto di mwaxgGioacchino Murat al comando della cavalleria, Napoleone colpì spietatamente i rivoltosi scongiurando un nuovo mwaxkcolpo di Stato. In seguito al brillante successo, Barras lo nominò generale del Corpo d'armata dell'Interno.cite-ref-58[43]
La campagna d'Italia
Il 9 marzo mwaym1796 Napoleone sposò mwayqGiuseppina Tascher de La Pagerie,cite-ref-60[N 16] vedova Beauharnais, già moglie di un ufficiale ghigliottinato dopo la rivoluzione.cite-ref-storia390-61-0[45] Dopo soli due giorni partì per mway0Nizza per assumere il comando dei mway438 000 uomini mal equipaggiati dell'mway8Armata d'Italia. Il generale, giunto al quartier generale il 27 marzo, diede il via a un'operazione militare che, nei piani del Direttorio, doveva essere semplicemente di «diversione», poiché l'attacco all'mwazaAustria sarebbe dovuto avvenire lungo due direttrici sul mwazeReno.cite-ref-storia390-61-1[45]
Molto magro, il viso scavato, lo sguardo freddo dei grandi occhi grigioazzurro, i capelli lunghi sulle spalle e il volto "sulfureo",cite-ref-62[46]cite-ref-63[47] il generale, cupo e spigoloso, descritto come "un matematico o un visionario",cite-ref-64[48] impose la sua autorità, dimostrò la sua risolutezza, impressionò i suoi generali subordinati e predispose la rapida attuazione dei suoi ambiziosi piani di guerra.
Il 12 aprile 1796 cominciava la mwaaqprima campagna d'Italia che avrebbe portato alla luce il genio militare e politico del generale Bonaparte il quale, nonostante l'inferiorità numerica e logistica, riuscì a sconfiggere ripetutamente le forze mwaauaustriache, piemontesi. Questi successi affascinarono anche il grande compositore mwaayLudwig van Beethoven, che inizialmente dedicò al giovane generale repubblicano la mwaacsinfonia n. 3, "l'Eroica", ma successivamente stracciò la dedica, indignato dal fatto che Napoleone si fosse proclamato imperatore.cite-ref-65[49]cite-ref-66[50]
Dopo essere riuscito a sollevare il morale e lo spirito combattivo delle sue truppe, Napoleone manovrò con rapidità per disgregare e sconfiggere separatamente i due eserciti avversari; il giovane generale impiegò per la prima volta la cosiddetta "strategia della posizione centrale" e la mwabecampagna di Montenotte fu caratterizzata dalle continue vittorie dell'Armata d'Italia. Le forze austriache e piemontesi vennero battute successivamente a mwabiCairo Montenotte, mwabmDego, mwabqMillesimo, mwabuCosseria; il 19 aprile mwaby1796 sconfisse i piemontesi nella mwabcBattaglia di Mondovì, chiamata anche "Battaglia della Bicocca di San Giacomo" o "Presa di San Michele".cite-ref-67[N 17] Con l'mwabwarmistizio di Cherasco, Napoleone costrinse mwab0Vittorio Amedeo III di Savoia a pesanti concessioni, ratificate con la mwab4Pace di Parigi (15 maggio), che assegnava alla Francia sia la mwab8Savoia sia la contea di mwacaNizza. Il 10 maggio 1796 sbaragliò l'ultima difesa austriaca nella mwacebattaglia di Lodi e, il 14 maggio dello stesso anno, entrò a mwaciMilano.cite-ref-storia390-61-2[45]
«Vedevo il mondo sprofondare sotto di me come se fossi sollevato in aria.
»
(Napoleone in occasione delle vittorie in Italia.)
Il 16 maggio venne insediata a Milano l'mwac4Amministrazione Generale della Lombardia, entità politico-militare della quale facevano parte sia francesi (provenienti dalle file dell'Armata d'Italia) sia esponenti illuministi filo-francesi del capoluogo lombardo, come mwac8Pietro e mwadaAlessandro Verri, mwadeGian Galeazzo Serbelloni e mwadiFrancesco Melzi d'Eril.cite-ref-69[52]
Costretto il Piemonte all'armistizio e occupata Milano, Napoleone ricevette dal Direttorio i pieni poteri sull'Armata d'Italia e si preparò al compito più difficile: sconfiggere l'esercito austriaco. Mentre le truppe francesi assediavano la fortezza di mwaeaMantova, gli austriaci sferrarono una controffensiva che inizialmente mise in difficoltà il generale. Dopo una serie di scontri parziali, gli eserciti francese e austriaco si fronteggiarono, il 5 agosto, nella mwaeeBattaglia di Castiglione. Fu, quella di mwaeiCastiglione delle Stiviere, la prima grande battaglia campale diretta da Napoleone, il quale dimostrò il suo genio tattico ribaltando a proprio favore una situazione che pareva compromessa e conquistando una delle più importanti vittorie della sua carriera militare. Sebbene non definitiva, la sconfitta fu pesante per l'esercito austriaco che, riorganizzato e rinforzato da nuovi reparti, venne in seguito battuto a mwaemBassano, mwaeqArcole e, infine, a mwaeuRivoli, prima battaglia d'annientamento della carriera di Napoleone.cite-ref-storia391-70-0[53]cite-ref-chandler160-180-71-0[54]
Nell'ottobre del 1796, si costituì la mwafqLegione Lombarda, prima forza armata composta da italiani ad adottare quale bandiera di guerra il mwafuTricolore (verde, bianco e rosso). Contemporaneamente le ex-legazioni pontificie si costituirono in mwafyRepubblica Cispadana e adottarono (7 gennaio 1797) il mwafctricolore quale bandiera nazionale. Col mwafgtrattato di Tolentino, mwafkPapa Pio VI, fu costretto a riconoscere la cessione delle Legazioni di mwafoForlì, mwafsRavenna, mwafwBologna e mwaf0Ferrara. Per gestire questi territori, venne creata l'Amministrazione Centrale d'Emilia, la cui sede venne fissata da Napoleone stesso in Forlì a partire dal 18 aprile mwaf81797. Sconfitti gli austriaci Napoleone invece di ritirarsi dai territori della mwagaRepubblica di Venezia (teatro di guerra tra le truppe francesi e austriache) decise di attaccare mwageVenezia; la notte del 15 maggio 1797 le truppe francesi entrarono a Venezia e deposero il mwagiDoge mwagmLudovico Manin, primo esercito straniero ad entrare in città dopo 1.100 anni, proclamando la mwagqCaduta della Repubblica di Venezia. Il successivo 29 giugno venne proclamata la mwaguRepubblica Cisalpina con capitale Milano; la stessa il 9 luglio incorporò la mwagyRepubblica Transpadana. Con il diretto intento di danneggiare il pontefice fu proclamata il 19 novembre mwagc1797 la mwaggRepubblica Anconitana con capitale mwagkAncona che fu poi unita alla mwagoRepubblica Romana: il tutto ebbe però breve durata, poiché nel mwags1800 lo mwagwStato Pontificio fu ripristinato.cite-ref-72[55]cite-ref-73[56]
Le forze austriache, comandate dall'mwahyarciduca Carlo d'Austria, intimorite dalla rapida marcia di Napoleone verso mwahcVienna, dovettero accettare una mwahgtregua a Leoben che si concretizzò nel mwahktrattato di Campoformio, il 17 ottobre 1797. Oltre all'indipendenza delle nuove repubbliche formatesi, la Francia acquisiva i mwahoPaesi Bassi e la riva sinistra del mwahsReno, gli austriaci inglobavano i territori della mwahwRepubblica di Venezia. Terminava così, con una secca sconfitta dell'Austria, la campagna d'Italia.cite-ref-storia3903-74-0[57]
Nel corso della campagna d'Italia, Napoleone manifestò la sua brillante capacità strategica, in grado di assimilare le nuove teorie innovative dei pensatori militari francesi e applicarle magistralmente sul campo. Ufficiale di mwaiiartiglieria per formazione, utilizzò i mezzi d'artiglieria in modo innovativo come supporto mobile agli attacchi della mwaimfanteria.
Dipinti contemporanei del suo mwaiuQuartier generale mostrano che in queste battaglie utilizzò, primo al mondo in un teatro di guerra, un sistema di mwaiytelecomunicazioni basato su linee di segnalazione realizzate col mwaictelegrafo ottico di mwaigChappe, appena perfezionato nel mwaik1792.cite-ref-75[58] Durante la prima campagna d'Italia, numerose furono le opere d'arte che vennero cedute alla Francia come spoliazioni militari, come attraverso il mwai4Trattato di Tolentino, il mwai8Trattato di Firenze, o l'mwajaarmistizio di Cherasco. Tutte le opere cedute costituirono il nucleo delle mwajespoliazioni napoleoniche.
La campagna d'Egitto e di Siria
Nel 1798 il mwajsDirettorio, preoccupato per l'eccessiva popolarità e per il notevole prestigio di Bonaparte, gli affidò l'incarico di occupare l'mwajwEgitto per contrastare l'accesso mwaj0inglese all'mwaj4India e quindi per danneggiarla economicamente.cite-ref-storia394-76-0[59]cite-ref-77[60] Un indizio della devozione di Napoleone ai principi dell'mwakcIlluminismo fu la sua decisione di affiancare gli studiosi alla sua spedizione: la spedizione d'Egitto ebbe il merito di far riscoprire, dopo centinaia di anni, la grandezza di quella terra, e fu proprio l'opera di Napoleone a far nascere la moderna mwakgegittologia, soprattutto grazie alla scoperta della mwakkStele di Rosetta da parte dei soldati al seguito della spedizione.cite-ref-78[61]cite-ref-79[62] Napoleone aveva da anni accarezzato l'idea di una campagna in oriente, sognando di seguire le orme di mwaliAlessandro Magno ed essendo dell'idea che «L'Europa è una tana di talpe. Tutte le grandi personalità vengono dall'Oriente».cite-ref-80[63]
mwalgLa spedizione cominciò il 19 maggio, quando Napoleone salpò da mwalkTolone a capo dell'mwaloArmata d'Oriente, composta da oltre 60 mwalsnavi da guerra, 280 navi da trasporto, mwalw16 000 marinai e mwal038 000 soldati.cite-ref-storia394-76-1[59]
Presa mwammMalta, dove i mwamqCavalieri Ospitalieri capitolarono senza combattere, Napoleone arrivò in Egitto. Dopo un'importante vittoria nella mwamubattaglia delle piramidi, Napoleone schiacciò i mwamymamelucchi di mwamcMurad Bey ed entrando al mwamgCairo divenne padrone dell'Egitto. Pochi giorni dopo, il 1º agosto 1798, la flotta di Napoleone in Egitto fu completamente distrutta dall'ammiraglio mwamkHoratio Nelson, nella baia di mwamoAboukir, cosicché Napoleone rimase bloccato a terra.cite-ref-storia394-76-2[59] Dopo una ricognizione sul mwam8mar Rosso, decise di recarsi in mwanaSiria, col pretesto di inseguire il governatore di mwaneAcri mwaniAḥmad al-Jazzār Pascià che aveva tentato di attaccarlo. Giunto però il 19 marzo 1799 dinanzi a mwanmSan Giovanni d'Acri, l'antica fortezza dei mwanqcrociati in Terra Santa, Napoleone perse più di due mesi in un inutile assedio e la campagna di Siria si concluse con un fallimento per mano del colonnello mwanuAntoine de Phélippeaux, che era stato suo compagno e acerrimo rivale alla mwanyscuola militare reale di Parigi.cite-ref-storia394-76-3[59]cite-ref-81[64]
Ritornato a Il Cairo, Napoleone sconfisse il 25 luglio 1799 un esercito di oltre diecimila ottomani guidati da Mustafa Pascià ad mwaoaAboukir, proprio dove l'anno prima era stato privato di tutta la sua flotta. Preoccupato tuttavia delle terribili notizie che giungevano dalla Francia (l'esercito in ripiegamento su tutti i fronti, il Direttorio ormai privo di potere) e consapevole che la campagna d'Egitto non aveva conseguito i fini sperati, Napoleone, lasciato il comando al generale mwaoeKléber, s'imbarcò in gran segreto il 22 agosto sulla mwaoifregata mwaommwaoqMuiron (preda bellica ex veneziana)cite-ref-82[65] alla volta della Francia.cite-ref-storia398-83-0[66]
Il 18 brumaio e il Consolato
Il 9 ottobre mwapy1799 Bonaparte sbarcò a mwapcFréjus e la sua corsa verso Parigi fu accompagnata dall'entusiasmo dell'intera Francia, certa che il generale fosse tornato in patria per assumere il controllo della situazione ormai ingestibile e, in effetti, era questa la sua intenzione; ci riuscì potendo mascherare il fallimento in Egitto proprio con i disordini in patria così come in Italia provocati dalla sua assenza. Giunto a Parigi, egli riunì i cospiratori decisi a rovesciare il Direttorio.cite-ref-84[67] Dalla sua si schierarono il fratello maggiore mwapwGiuseppe e soprattutto il fratello mwap0Luciano, allora presidente del mwap4Consiglio dei Cinquecento, che con il Consiglio degli Anziani costituiva il potere legislativo della repubblica. Dalla sua Napoleone riuscì ad avere il membro del Direttorio mwap8Roger Ducos e soprattutto mwaqaEmmanuel Joseph Sieyès, il celebre autore dell'opuscolo mwaqemwaqiChe cosa è il Terzo Stato? e ideologo di punta della borghesia rivoluzionaria. Inoltre, dalla sua si schierò l'astutissimo ministro degli esteri mwaqmTalleyrand e il ministro della polizia mwaqqJoseph Fouché. mwaquPaul Barras, il membro più influente del Direttorio dopo Sieyès, conscio delle capacità di Napoleone, accettò di farsi da parte.cite-ref-85[68]
Fatta trapelare la falsa notizia di un complotto realista per rovesciare la repubblica, Napoleone riuscì a far votare al Consiglio degli Anziani e al Consiglio dei Cinquecento una risoluzione che trasferisse le due Camere il 18 mwaqsbrumaio (9 novembre) fuori Parigi, a mwaqwSaint-Cloud; Napoleone fu nominato comandante in capo di tutte le forze armate. Ciò fu fatto per evitare che durante il colpo di Stato qualche deputato potesse sollevare i cittadini parigini per difendere la Repubblica dal tentativo di Napoleone.cite-ref-86[69] L'intenzione di Napoleone era quella di portare le due Camere a votare autonomamente il loro scioglimento e la cessione dei poteri nelle sue mani.cite-ref-87[70] Non fu così: il Consiglio degli Anziani rimase freddo al discorso pasticciato di Napoleone per far pressione su di esso, mentre quando Napoleone entrò nella sala del Consiglio dei Cinquecento i deputati gli si lanciarono contro chiedendo di votare per rendere Bonaparte fuorilegge (cosa che voleva significare l'arresto e la mwarughigliottina).cite-ref-88[71]cite-ref-90[N 18] Nel momento in cui sembrava che il colpo di Stato fosse prossimo alla catastrofe, a soccorrere Napoleone giunse il fratello mwar4Luciano, che nelle vesti di presidente dei Cinquecento uscì dalla sala e arringò le truppe schierate all'esterno, ordinando che disperdessero i deputati contrari al fratello. Memorabile il momento in cui puntò la sua spada al collo di Napoleone e dichiarò: «Non esiterei un attimo a uccidere mio fratello se sapessi che costui stesse attentando alla libertà della Francia».cite-ref-91[73] Le truppe, in gran parte veterani delle campagne di Napoleone, al comando del cognato di quest'ultimo, il generale mwasmCharles Victoire Emmanuel Leclerc e del futuro cognato mwasqGioacchino Murat, entrarono con le baionette inastate e dispersero i deputati. In serata, le Camere venivano sciolte e fu votato il decreto che assegnava i pieni poteri a tre consoli: mwasuRoger Ducos, mwasySieyès e Napoleone.cite-ref-92[74]
Il Consolato
Nominati consoli provvisori, i tre nuovi padroni della Francia redassero insieme a due commissioni apposite una nuova mwatecostituzione, la mwaticostituzione dell'anno VIII che, ratificata con un plebiscito popolare, legittimava il colpo di Stato. L'evoluzione della rivoluzione si stava ormai riportando verso forme di governo più aristocratico, dimostrandosi non praticabili molte delle teorie rivoluzionarie emerse nella rivoluzione.cite-ref-storia399-93-0[75] Nel pensiero politico di mwatcSieyès, il Consolato avrebbe dovuto essere un governo dei notabili, che assicurasse la democrazia attraverso un complesso equilibrio di poteri. Questo progetto fu mandato all'aria da Napoleone il quale, pur in teoria detentore del solo potere esecutivo, aveva in realtà facile gioco nello scavalcare quello legislativo frammentato in ben quattro Camere.
Fattosi nominare Primo Console, ossia concretamente superiore a qualsiasi altro potere dello Stato, Napoleone ricostruiva la Francia con una struttura amministrativa fortemente accentratrice che è rimasta tale fino a oggi: la Francia veniva frazionata in dipartimenti, distretti e comuni, rispettivamente amministrati da prefetti, sottoprefetti e sindaci. Le casse dello Stato venivano risanate dalle conquiste di guerra e dalla fondazione della mwatkBanca di Francia (1800), nonché dall'introduzione del mwatofranco d'argento che poneva fine all'era degli mwatsassegnati e dell'mwatwinflazione. La lunga lotta contro il mwat0Cattolicesimo si concludeva con il mwat4Concordato del 1801, ratificato da mwat8papa Pio VII, che stabiliva il Cattolicesimo «mwauareligione della maggioranza dei francesi» (benché non religione di Stato), ma non riconsegnava al clero i beni espropriati durante la rivoluzione.cite-ref-spoto-94-0[76] Nel campo dell'istruzione, Napoleone istituì i licei e i politecnici, per formare una classe dirigente preparata e indottrinata, ma tralasciò l'istruzione elementare, essendo dell'idea che il popolo dovesse rimanere in una certa ignoranza per garantire un governo stabile e un esercito ubbidiente.cite-ref-95[77] Il consolato di Napoleone divenne «a vita» con il mwaukplebiscito del 2 agosto mwauo1802. Si apriva la strada all'istituzione dell'mwausImpero napoleonico.cite-ref-storia403-96-0[78]
Il Codice napoleonico
Durante l'esilio a mwavoSant'Elena, Napoleone sottolineò più volte che la sua opera più importante, quella che sarebbe passata alla storia più delle tante battaglie vinte, sarebbe stata il suo mwavscodice civile. Il Codice napoleonico legittimò alcune delle idee mwavwilluministiche e mwav0giusnaturalistiche,cite-ref-97[79] fu esportato in tutti i paesi dove giunsero le armate di Napoleone, fu preso a modello da tutti gli Stati dell'Europa continentale e ancora oggi è la base del mwawidiritto italiano. Istituita l'11 agosto 1799, la commissione incaricata di redigere il codice civile (composta dal Secondo Console mwawmJean-Jacques Régis de Cambacérès e da quattro avvocati), fu presieduta molto spesso dallo stesso Napoleone, il quale ne leggeva le bozze durante le campagne militari e inviava a mwawqParigi, dal fronte, le sue idee sul progetto.cite-ref-99[N 19] Il 21 marzo mwawk1804 il Codice Civile, immediatamente ribattezzato mwawoCodice napoleonico, entrava in vigore.cite-ref-storia404-100-0[81]
Il Codice eliminava definitivamente i retaggi dellmwaxa'mwaxemwaxiAncien Régime, del mwaxmfeudalesimo, dell'mwaxqassolutismo monarchico, e creava una società prevalentemente mwaxuborghese e mwaxyliberale, di ispirazione laica, nella quale venivano consacrati i diritti di eguaglianza, sicurezza e proprietà. Tra i principi della Rivoluzione, venivano salvaguardati quelli della libertà personale, dell'uguaglianza davanti alla legge, della laicità dello Stato (già sancita dal mwaxcConcordato) e della libertà di coscienza, della libertà del lavoro. Il Codice era stato però pensato e redatto soprattutto per valorizzare gli ideali della borghesia; perciò andava soprattutto a regolamentare questioni riguardanti i contratti di proprietà e la stessa legislazione riguardante la mwaxgfamiglia era di natura contrattualistica.cite-ref-101[82] La struttura familiare che il Codice consacra è di tipo paternalistico: il padre può far imprigionare i figli per sei mesi senza controllo delle autorità e amministra i beni della moglie. Veniva tuttavia garantito il mwax0divorzio, benché reso più complesso rispetto all'epoca rivoluzionaria.cite-ref-102[83]
Per l'Italia il valore del Codice napoleonico fu fondamentale, poiché esso fu portato negli stati creati da Napoleone e confluì poi nel mwaymcodice civile italiano del mwayq1865. Di eguale valore e importanza sono anche gli altri codici: quello di procedura civile, emanato nel 1806, quello del commercio (1807), quello di procedura penale (1808) e il codice penale del 1810.cite-ref-robert-b-holtman-1981-103-0[84]cite-ref-104[85]
Le opposizioni realista e giacobina
La sera del 10 ottobre mwaze1800 Napoleone, mentre assisteva a un'opera al mwaziThéatre de la République, sarebbe dovuto cadere sotto le pugnalate di quattro sicari, ma il complotto fu sventato all'ultimo momento grazie a una soffiata, che consentì alla polizia di intervenire arrestando i quattro attentatori proprio in teatro. L'evento passerà alla storia con il nome di mwazmcongiura dei pugnali.cite-ref-105[86]cite-ref-106[87]
Poco dopo, la notte di mwaz0Natale del medesimo anno Napoleone, la moglie e il suo seguito scamparono fortunosamente a un attentato esplosivo avvenuto in mwaz4Rue Saint-Nicaise a mwaz8Parigi, mentre si recavano all'mwa0aOpera. Napoleone ne approfittò per mettere fuori legge i mwa0egiacobini, molti dei quali vennero esiliati in mwa0iGuyana, e disperdere i monarchici.cite-ref-107[88] L'opposizione non demordeva e, oltre a un'intensa attività mwa0clibellistica, si ebbe notizia di attentati in preparazione contro di lui. Infatti egli era odiato sia dai giacobini, che dopo le misure di riconciliazione nazionale, come l'amnistia generale e il diritto al rientro per i nobili emigrati per scampare al terrore, temevano volesse restaurare la monarchia, sia dai realisti, che lo consideravano come l'usurpatore del legittimo sovrano mwa0gLuigi XVIII.
Nel marzo 1804, per dare un segnale forte ai mwa0oBorbone, che ancora complottavano per ritornare sul trono francese, Napoleone fece catturare a mwa0sEttenheim, cittadina dello mwa0wstato del Baden situata presso il confine francese, il mwa00duca di Enghien, legato alla famiglia reale esiliata, che fu ingiustamente accusato di cospirazione contro il Primo Console e fucilato subito dopo. L'evento destò l'indignazione di tutte le corti europee per l'arrogante violazione della sovranità di uno stato estero da parte della Francia e per la sorte riservata al povero duca, e conferì un'ombra negativa all'immagine europea del Bonaparte, alla quale invece l'allora Primo Console teneva moltissimo.cite-ref-108[89] Il generale mwa1iMoreau, implicato nel complotto realista ma idolo dei giacobini, venne invece condannato a soli due anni di carcere, successivamente condonati con la possibilità di espatriare negli Stati Uniti, da dove però Moreau ritornerà nel 1813 per unirsi all'esercito russo e morire durante la mwa1mbattaglia di Dresda.cite-ref-storia407-109-0[90]
La pacificazione dell'Europa
Durante l'assenza di Napoleone impegnato in Egitto, i francesi erano stati ripetutamente battuti in Italia e in Germania dagli austriaci e dai russi a mwa18Cassano d'Adda, a mwa2aNovi e sul mwa2eReno. La mwa2iSeconda coalizione antifrancese aveva rovesciato la mwa2mRepubblica Napoletana del 1799, fondata dai francesi, quella Romana e la Repubblica Cisalpina. Il 6 maggio mwa2q1800, sei mesi dopo il mwa2ucolpo di Stato del 18 brumaio, Napoleone assunse il comando della cosiddetta Armata di riserva, destinata a essere trasferita in Italia per rovesciare le sorti della guerra. Il Primo console guidò con grande abilità strategica la marcia del suo esercito; valicò le mwa2yAlpi al mwa2cpasso del Gran San Bernardo e colse di sorpresa gli austriaci impegnati nell'mwa2gassedio di Genova. Il nemico venne rapidamente battuto nella mwa2kbattaglia di Montebello,cite-ref-colombo-rizzatti-p29-110-0[91] mentre Napoleone rientrò a Milano. Il 14 giugno 1800 si combatté la decisiva mwa24battaglia di Marengo.cite-ref-ls-111-0[92]
Fu la più famosa delle battaglie napoleoniche in mwa3kItalia, aspramente combattuta e dalle conseguenze decisive. Napoleone venne inizialmente messo in difficoltà dall'attacco austriaco e rischiò la sconfitta, ma alle otto della sera la battaglia si concluse con la completa vittoria del Primo console. A rovesciare le sorti della battaglia fu l'arrivo nel primo pomeriggio delle truppe di rinforzo del generale mwa3oLouis Desaix che permise a Napoleone di contrattaccare con successo l'esercito austriaco del generale mwa3sMichael von Melas, già certo della vittoria. Il generale Desaix morì durante le fasi finali della battaglia.cite-ref-colombo-rizzatti-p29-110-1[91]cite-ref-112[N 20] A Milano venne provvisoriamente ricostituita la mwa4qRepubblica Cisalpina che verrà sostituita dopo i mwa4uComizi di Lione dalla Repubblica Italiana (1802-1805).
La pace in Italia venne sancita con il mwa4ctrattato di Lunéville, che in pratica riconfermava il precedente mwa4gtrattato di Campoformio violato dagli austriaci.cite-ref-ls-111-1[92]
Nel 1802 Napoleone venne proclamato Presidente della Repubblica Italiana, titolo che conserverà sino al 17 marzo 1805 quando assumerà quello di Re d'Italia, mentre il patrizio milanese mwa44Francesco Melzi d'Eril ne fu nominato vice Presidente.
Con la mwa5apace di Amiens del 1802 anche l'mwa5eInghilterra firmava la pace con la Francia.cite-ref-113[93] Napoleone aveva distrutto la nuova coalizione antifrancese, assicurandosi anche l'appoggio dello mwa5yzar di mwa5cRussia mwa5gAlessandro I. Per due anni l'Europa fu finalmente in pace.
Nel 1802 Napoleone vendette una parte del mwa5oNord mwa5sAmerica agli mwa5wStati Uniti come parte dell'mwa50Accordo sulla Louisiana: egli aveva appena fronteggiato un grosso problema militare quando l'esercito, mandato a riconquistare mwa54Santo Domingo, dopo aver affrontato la rivolta capeggiata da mwa58Toussaint Louverture, fu colpito dalla mwa6afebbre gialla. La rivolta fu comunque stroncata.cite-ref-114[N 21] Con le forze dell'mwa6uOvest in condizioni tali da non poter agire, Napoleone capì che non avrebbe potuto difendere la Louisiana e decise di venderla (8 aprile mwa6y1803). Egli ristabilì, nel 1802, la mwa6cschiavitù nelle colonie francesi.
Dopo che Napoleone ebbe allargato la sua influenza alla mwa6kSvizzera e agli mwa6ostati tedeschi, una disputa su mwa6sMalta fornì all'Inghilterra il pretesto nel mwa6w1803 per dichiarare guerra alla Francia e fornire sostegno ai monarchici francesi che a lui si opponevano.cite-ref-ls1-115-0[94]
Imperatore dei francesi e re d'Italia
Divenuto console a vita, Napoleone era in pratica sovrano assoluto della mwa7oFrancia. Il 18 maggio 1804 il mwa7sSenato lo proclamò mwa7wImperatore dei francesi.cite-ref-116[95]
Il 2 dicembre del 1804, nella mwa8icattedrale di Notre-Dame a Parigi, fu celebrata la cerimonia di mwa8mincoronazione. Napoleone si auto-incoronò imperatore dei francesi e quindi incoronò imperatrice sua moglie mwa8qGiuseppina di Beauharnais.cite-ref-117[N 22] Al contrario di come si sostiene solitamente, Napoleone non prese la corona dalle mani del Papa che pure presenziò senza partecipare direttamente alla cerimonia, su volontà dell'imperatore stesso.cite-ref-118[96]cite-ref-119[97]cite-ref-120[98]
Successivamente, il 26 maggio 1805 nel mwa90Duomo di Milano, Napoleone fu mwa94incoronato Re d'Italia. L'incoronazione a mwa98Milano fu fastosa, e accompagnata dai suoi più fedeli collaboratori in Italia, come il cardinale mwa-aCarlo Bellisomi, il mwa-eFenaroli, il mwa-iBaciocchi, il mwa-mMelzi e l'mwa-qAldini. In questa occasione Napoleone, postosi sul capo la corona imperiale, fatta realizzare per l'occasione,cite-ref-121[99] pronunciò le famose parole: "Dio me l'ha data, guai a chi la tocca".cite-ref-122[100]
Rinasceva in mwa-4Francia la mwa-8monarchia, ma non era la stessa monarchia rovesciata nel mwa-a1792, privata dei poteri già nel 1789. Napoleone non era «re di Francia e di mwa-eNavarra per grazia di Dio», come citavano le formule dellmwa-i'mwa-mmwa-qAncien Régime, ma «Imperatore dei francesi per volontà del popolo», anche se i documenti ufficiali mantenevano una formula di compromesso («Napoleone, per la grazia di Dio e le costituzioni della Repubblica, Imperatore dei Francesi») e per un triennio anche l'intestazione di Repubblica Francese, come sulle monete.cite-ref-123[101]cite-ref-124[N 23] Fu in sostanza un nuovo re dei francesi, tanto che da lui hanno origine molte delle attuali monarchie moderne europee; e fu in effetti una monarchia, poiché Napoleone era padrone assoluto, anche se una monarchia che però non si rifaceva alla nobiltà feudale dellmwa-0'mwa-4Ancien Régime, ma nella quale si attuavano alcuni princìpi illuministici della borghesia.
La conquista dell'Europa
(tedesco)
«Den Kaiser – diese Weltseele – sah ich durch die Stadt zum Rekognoszieren hinausreiten; es ist in Tat eine wunderbare Empfindung, ein solches Individuum zu sehen, das hier auf einen Punkt konzentriert, auf einem Pferde sitzend, über die Welt übergreift und sie beherrscht.
»
(italiano)
«Ho visto l'imperatore – quest'anima del mondo – uscire dalla città per andare in ricognizione. È veramente una sensazione meravigliosa vedere un simile individuo che, concentrato qui su un punto, seduto a cavallo, si estende sul mondo e lo domina.
»
(Georg Wilhelm Friedrich Hegel, lettera a Friedrich Immanuel Niethammer, 13 ottobre 1806.)
Da Ulma a Tilsit
Nel 1805 si formò in Europa la mwbbiterza coalizione contro Napoleone;cite-ref-ls2-127-0[104] egli aveva trascorso l'ultimo anno sulle coste della mwbbcManica, a preparare una vasta operazione militare contro la Gran Bretagna ma, comprendendo le difficoltà di un'operazione di sbarco nelle Isole Britanniche e preoccupato dai propositi aggressivi delle potenze continentali, decise fin da agosto di rinunciare ai suoi piani di invasione e di organizzare un rapido trasferimento a marce forzate dell'intero esercito, ora denominato mwbbgGrande Armata, dalle coste della Manica fino al mwbbkReno e al mwbboDanubio per sconfiggere le forze nemiche sul continente. Napoleone aveva fatto bene i suoi conti: il 21 ottobre, infatti, al largo di mwbbsTrafalgar la flotta francese comandata dall'ammiraglio mwbbwPierre Charles Silvestre de Villeneuve veniva completamente annientata dagli inglesi al comando di mwbb0Horatio Nelson, che morì durante lo scontro, colpito da un tiro di moschetto. Svanivano per sempre i sogni di invasione dell'Inghilterra.cite-ref-ls2-127-1[104]cite-ref-storia411-128-0[105]cite-ref-colombo-rizzatti-p39-129-0[106]
Le forze coalizzate prevalentemente austriache e russe (sotto il nuovo zar Alessandro I), anche se con la neutralità della mwbdaPrussia, erano numericamente soverchianti ma divise. Due i fronti principali: quello germanico, dove Napoleone in persona aveva assunto il comando della Grande Armata e quello italiano dove il generale mwbdeAndrea Massena guidava l'Armata d'Italia. Con un'abile manovra strategica Napoleone accerchiò e costrinse alla resa l'esercito austriaco del generale mwbdiKarl Mack a mwbdmUlma (20 ottobre),cite-ref-ls2-127-2[104]cite-ref-colombo-rizzatti-p39-129-1[106] e, mentre il maresciallo Massena combatteva in Italia la mwbdwbattaglia di Caldiero (30 ottobre), entrò con l'armata a Vienna, dopo aver superato il Danubio con uno stratagemma di mwbd0Gioacchino Murat. Tuttavia gli eserciti coalizzati austro-russi erano ancora in campo e la situazione di Napoleone appariva difficile. Il 2 dicembre 1805, anniversario della sua incoronazione, l'imperatore combatté e vinse la mwbd4battaglia di Austerlitz, provocando la disgregazione della terza coalizione. Rimasta nella storia come il suo capolavoro tattico, la vittoria a Austerlitz concesse a Napoleone una posizione di predominio in Europa.cite-ref-131[N 24]cite-ref-storia412-132-0[108]cite-ref-133[109]cite-ref-134[110] Il giorno dopo i sovrani d'Europa chiesero la pace. L'Austria perdeva anche mwbe8Venezia, che veniva unita al mwbfaregno d'Italia, e perdeva ogni controllo sulla mwbfeGermania, che ora si ricostruiva come mwbfiConfederazione del Reno, primo seme dell'unità tedesca sotto il controllo diretto di Napoleone.cite-ref-ls2-127-3[104] Si racconta che, dopo aver appreso di Austerlitz, il primo ministro inglese mwbfcWilliam Pitt avesse chiesto a una nipote di arrotolare la carta dell'Europa esposta in un corridoio di casa. «Non ci servirà per almeno dieci anni».cite-ref-135[111]
L'anno seguente Napoleone dovette affrontare la mwbgiquarta coalizione, costituita da Gran Bretagna, mwbgmPrussia e Russia; l'imperatore prese subito l'offensiva e, dopo una magistrale manovra strategica, sconfisse completamente il vantato esercito prussiano nella mwbgqbattaglia di Jena (14 ottobre 1806).cite-ref-136[112]cite-ref-ls3-137-0[113] La Grande Armata catturò o disperse i resti dell'esercito nemico e Napoleone entrò a mwbg0Berlino il 27 ottobre. La guerra tuttavia continuò; l'esercito russo era in avvicinamento per soccorrere la Prussia e l'imperatore marciò direttamente verso la mwbg4Vistola per batterlo; la popolazione polacca insorse a favore dei francesi.cite-ref-138[114]
Dopo una dura resistenza, anche l'esercito russo, che aveva inflitto pesanti perdite ai francesi nella sanguinosa e indecisa mwbhqbattaglia di Eylau,cite-ref-ls3-137-1[113]cite-ref-colombo-rizzatti-p44-139-0[115] venne sconfitto il 14 giugno 1807 nella decisiva mwbh0battaglia di Friedland. Lo zar Alessandro I fu infine costretto a firmare la pace, nell'incontro di mwbh4Tilsit. In quell'incontro l'Europa venne ufficiosamente divisa in zone d'influenza: si decise, in una nota segreta allegata al trattato di Tilsit, che i territori tra il mwbh8fiume Elba e il mwbiaMemel avrebbero formato la barriera di divisione tra i due grandi imperi.cite-ref-colombo-rizzatti-p44-139-1[115]cite-ref-140[116]cite-ref-141[117] Rimaneva aperta la questione della mwbi0Polonia, che Napoleone voleva rendere indipendente, contrariamente alle intenzioni dello zar.
Quando mwbi8papa Chiaramonti rifiutò di aderire all'embargo nei confronti dell'Inghilterra, dichiarando che le sue qualità di pastore universale gli imponevano la neutralità, Napoleone fece occupare mwbjaRoma dal generale mwbjeMiollis e il 7 maggio 1809 ordinò l'annessione dello mwbjiStato Pontificio all'mwbjmImpero francese.cite-ref-142[118] Il papa rispose con una bolla di scomunica e Napoleone ordinò a Miollis di procedere all'arresto del pontefice. Provvide subito il generale Radet che lo fece prelevare dal mwbjgQuirinale e poi trasportare, insieme con il Segretario di Stato cardinale mwbjkBartolomeo Pacca,cite-ref-143[N 25] a mwbj4Radicofani poi mwbj8Firenze, mwbkaGenova, e mwbkeGrenoble, dove fu recluso dal 21 luglio al 1º agosto, da lì passò per mwbkiValence,cite-ref-144[N 26] mwbkcAvignone, mwbkgAix-en-Provence, mwbkkNizza poi mwbkoMondovì e infine mwbksSavona dove risiedette per quasi un triennio.
Nella primavera del 1812 fu trasferito a mwbk0Fontainebleau, dove Napoleone riuscì solo quattro anni dopo a strappargli l'approvazione di un nuovo Concordato.cite-ref-145[119] Nel maggio 1814 il pontefice rientrò nella sua diocesi, a Roma.cite-ref-146[120]
Il blocco continentale e la guerra nella penisola iberica
Per mettere in ginocchio l'Inghilterra, unica potenza ancora in armi contro la Francia, Napoleone avviò un embargo. Tuttavia questo embargo, chiamato mwbmablocco continentale (poiché, nelle intenzioni del Bonaparte, tutta l'Europa continentale avrebbe dovuto aderire all'embargo contro le isole britanniche) non diede i risultati sperati. Il fallimento del blocco fu dovuto al fatto che molti paesi europei, per motivi di convenienza economica, non vi aderirono completamente, continuando a mantenere scambi commerciali con l'Inghilterra.cite-ref-colombo-rizzatti-p44-139-2[115] Napoleone inoltre, per colpire il mwbmuPortogallo che manteneva aperti i suoi porti alla flotta inglese, invase la mwbmySpagna e il Portogallo stesso, mentre successivamente la scelta della Russia di uscire dal blocco, costringerà Napoleone ad affrontare una campagna all'est che per lui sarà catastrofica.
Nel 1808, sfruttando un contrasto nella famiglia reale spagnola tra il re mwbm0Carlo IV e il figlio, il principe delle mwbm4Asturie Ferdinando, Napoleone costrinse entrambi ad abdicare e mise sul trono di Spagna il fratello mwbm8Giuseppe Bonaparte, facendola così entrare direttamente nell'orbita dell'mwbnaImpero francese.cite-ref-colombo-rizzatti-p46-147-0[121]cite-ref-ls4-148-0[122] Contemporaneamente le truppe francesi invadevano e conquistavano il Portogallo; ma la situazione divenne presto problematica. I britannici, infatti, fecero sbarcare in Portogallo truppe al comando del generale sir mwbnkArthur Wellesley, futuro duca di Wellington, che riuscì a liberare il mwbnoPortogallo, contrastando la campagna in Spagna.cite-ref-colombo-rizzatti-p46-147-1[121]cite-ref-ls4-148-1[122] Qui, infatti, la popolazione era insorta contro l'occupazione francese e aveva cominciato una sanguinosa mwbomguerriglia che mise in grave difficoltà l'esercito occupante, costringendo Giuseppe Bonaparte ad abbandonare la capitale e a richiedere l'intervento diretto di Napoleone.
L'imperatore scese con una parte della Grande Armata in Spagna e il 4 dicembre, dopo mwbouuna rapida e vittoriosa campagna, entrò a mwboyMadrid con le sue truppe. Napoleone non riuscì tuttavia a reprimere la resistenza nazionalistica spagnola né a distruggere il corpo di spedizione britannico passato al comando del generale mwbocJohn Moore, che riuscì a evacuare la penisola iberica via mare. La Spagna rimase quindi una spina nel fianco, costringendo l'imperatore, che poco tempo dopo dovette tornare rapidamente a Parigi a causa delle notizie di una nuova coalizione in fase di organizzazione contro di lui, a lasciare truppe molto numerose nella penisola iberica.cite-ref-149[123]cite-ref-ls5-150-0[124]
Nonostante le difficoltà organizzative iniziali, Napoleone fu in grado da aprile 1809 di affrontare la mwbpequinta coalizione; mostrando ancora una volta la sua netta superiorità di stratega, l'imperatore ottenne una serie di vittorie contro gli austriaci comandati dall'mwbpiarciduca Carlo, culminate nella mwbpmbattaglia di Eckmühl il 22 aprile 1809. Napoleone occupò Vienna e il mwbpqCastello di Schönbrunn il 12 maggio 1809. La mwbpubattaglia di Aspern-Essling invece terminò con un insuccesso di Napoleone che tuttavia alla fine vinse, tra il 5 e il 6 luglio 1809 la decisiva mwbpybattaglia di Wagram. L'Austria subì pesanti condizioni di pace con il mwbpctrattato di Schönbrunn: il mwbpgTrentino-Alto Adige/mwbpkSud Tirolo, la mwbpoBaviera, l'mwbpsIstria e la mwbpwDalmazia furono perse. L'indennizzo di guerra fu enorme.cite-ref-ls5-150-1[124]cite-ref-151[125] Due giorni prima della conclusione delle trattative di pace Napoleone fu soggetto a un attentato alla sua vita da parte di certo mwbquFriedrich Staps, che cercò, senza riuscirvi, di accoltellarlo nella corte del Castello di Schönbrunn.
La nuova Europa di Napoleone
Dal 1810 l'aspetto fisico di Napoleone cambiò e la sua salute comincio a declinare; il trascorrere del tempo e l'enorme impegno di governo e amministrazione dell'Impero cominciarono a logorarlo; ben diverso dallo "mwbruscaramouche sulfureo",cite-ref-152[126] magro, con i capelli lunghi sulle spalle, cupo e ombroso della giovinezza, egli aumentò di peso, i capelli tagliati corti si diradarono, il viso si fece pieno e il colorito livido; i lineamenti si rilassarono. Pur mantenendo nel complesso una grande lucidità intellettuale e una tenace risolutezza, egli episodicamente mostrò un decremento delle sue capacità di concentrazione e di decisione.cite-ref-153[127] mwbr4Disuria e mwbr8gastralgia si fecero più frequenti.
Nel 1810, l'Europa era definitivamente ridisegnata secondo il volere napoleonico. I territori sotto il diretto controllo francese si erano espansi ben oltre i tradizionali confini pre-1789; il resto degli Stati europei era o suo satellite o suo alleato. Il regno d'Italia era nominalmente governato da Napoleone, ma retto dal viceré mwbscEugenio di Beauharnais (figlio di primo letto della moglie di Napoleone, Giuseppina); il mwbsgprincipato di Lucca e Piombino (dal mwbsk1805 al mwbso1814) fu assegnato a mwbssFelice Baciocchi, ma in realtà governato dalla moglie di lui e sorella dell'Imperatore mwbswElisa. Dal 1809 la stessa Elisa fu anche messa a capo dei tre dipartimenti toscani annessi all'Impero con il titolo di Granduchessa di Toscana, che si aggiunse a quello di Principessa di Lucca e Piombino, rimanendo peraltro i due territori disgiunti; alla sorella mwbs0Paolina, sposata col principe mwbs4Camillo Borghese, andò il ducato di mwbs8Guastalla, poi ceduto al regno d'Italia; il fratello maggiore mwbtaGiuseppe riceveva il trono di Spagna; il fratello mwbteLuigi riceveva il trono d'mwbtiOlanda dopo aver sposato mwbtmOrtensia di Beauharnais, figlia della moglie di Napoleone, Giuseppina; il fratello mwbtqGirolamo ebbe il mwbturegno di Vestfalia; il generale mwbtyGioacchino Murat, poi maresciallo dell'Impero, ebbe il mwbtcregno di Napoli, dopo aver sposato la sorella di Napoleone, mwbtgCarolina; il maresciallo mwbtkBernadotte ebbe il trono di mwbtoSvezia, ma ben presto tradì il suo ex capo entrando nella coalizione che lo avrebbe detronizzato.cite-ref-154[N 27] La mwbt8Confederazione del Reno era di fatto sotto il controllo di Napoleone.
Dopo la mwbuepace di Schönbrunn, Napoleone e l'austriaco mwbuiMetternich si erano accordati per un matrimonio di Stato. Il 14 dicembre mwbum1809, Napoleone divorziò da mwbuqGiuseppina di Beauharnais, la moglie certo infedele ma amatissima.cite-ref-156[N 28] Il 1º aprile mwbuk1810 Napoleone sposò la figlia dell'imperatore d'Austria, mwbuoMaria Luisa, nipote di mwbusMaria Antonietta, la regina decapitata durante la Rivoluzione (il che provocò non poche polemiche in Francia).cite-ref-ls5-150-2[124]cite-ref-157[129] Con questo matrimonio l'Austria si era legata a Napoleone, il che portava alla creazione di un'alleanza pressoché indissolubile. Napoleone ebbe un erede legittimo da Maria Luisa, nato dopo un parto difficile il 20 marzo 1811.cite-ref-spoto-94-1[76]cite-ref-158[130] Tuttavia l'erede dell'Impero, mwbvwNapoleone Francesco, detto il re di Roma (Napoleone II), non salì in realtà mai al trono: Napoleone fu detronizzato pochi anni dopo e Napoleone II morì successivamente a soli 21 anni.
La campagna di Russia
Nonostante gli accordi stabiliti a Tilsit, lo zar Alessandro I di Russia temeva l'egemonia napoleonica e rifiutò di collaborare con lui riguardo al mwbwcBlocco continentale, per non danneggiare l'economia russa e perché segretamente sperava di formare una nuova coalizione antifrancese.cite-ref-colombo-rizzatti-p58-159-0[131]cite-ref-storian-160-0[132] Napoleone decise di cominciare una campagna decisiva contro la Russia per sottomettere lo zar al suo sistema di potere in Europa, costringerlo ad aderire al Blocco, privarlo della sua influenza in Polonia, mwbxaBalcani, mwbxeFinlandia, mwbxiPersia. L'imperatore disponeva di circa mwbxm700 000 uomini, di cui circa mwbxq300 000 francesi e il resto mwbxucontingenti stranieri provenienti da tutti gli stati vassalli e alleati del Grande Impero.cite-ref-161[133] I russi, comandati prima dal generale mwbxoMichael Barclay de Tolly e poi dal generale mwbxsMikhail Kutuzov, timorosi di affrontare il preponderante esercito nemico e intimiditi dalla reputazione militare di Napoleone, decisero inizialmente di ritirarsi nel cuore della Russia.cite-ref-storian-160-1[132]cite-ref-colombo-rizzatti-p60-162-0[134]
Una serie di vaste manovre strategiche, ideate da Napoleone per sconfiggere l'esercito nemico e concludere rapidamente la guerra, fallirono a causa di errori dei suoi luogotenenti, delle difficoltà del terreno e delle tattiche prudenti dei suoi avversari; a mwbyoVilna, a mwbysVitebsk e soprattutto nella mwbywbattaglia di Smolensk e nella mwby0battaglia di Valutino i russi, battuti ma non distrutti, riuscirono a evitare uno scontro decisivo e a ripiegare verso est.cite-ref-163[135]
Finalmente il 7 settembre, dopo la decisione del generale Kutuzov di combattere per difendere mwbzmMosca, ebbe luogo la grande mwbzqbattaglia di Borodino, a ovest della città: dopo una battaglia cruenta e molto combattuta, i russi, sconfitti, ripiegarono e Napoleone entrò a Mosca una settimana dopo, nel pomeriggio del 14 settembre, dopo aver posto il suo quartier generale sulla mwbzucollina Poklonnaja, convinto che Alessandro avrebbe negoziato la pace.cite-ref-colombo-rizzatti-p60-162-1[134] Stabilitosi nel mwbzoCremlino di mwbzsMosca, Napoleone non poteva immaginare che la città completamente vuota nascondesse in realtà un'insidia: nella notte Mosca cominciò a bruciare, essendo state appiccate le fiamme da alcuni russi nascosti nelle case.cite-ref-165[N 29] Napoleone, che aveva tentato a più riprese di venire a un accordo con Alessandro I senza riuscire neanche a far ricevere i propri messi, si rese conto della necessità di ritirarsi visto l'approssimarsi dell'inverno. Diede perciò ordine di cominciare la ritirata: era rimasto a Mosca non più di trentacinque giorni.
[[File:Napoleon_russia.jpg|riquadrato|La ritirata di Napoleone in Russia]]
La mwbaeGrande Armata francese soffrì gravi perdite nel corso della rovinosa ritirata; la spedizione era cominciata con circa mwbai700 000 uomini (di cui poco meno della metà erano francesi) e mwbam200 000 cavalli, alla fine della campagna poco più di mwbaq18 000 uomini raggiunsero mwbauVilna rimanendo nei ranghi; a questi si aggiunsero poi quarantamila isolati nei giorni successivi. In totale più di mwbay400 000 furono i morti e mwbac100 000 i prigionieri.cite-ref-166[137] Sopravvissero inoltre solo mwbaw10 000 cavalli. Tra il 25 e il 29 novembre, infatti, i resti dell'armata, distrutta prima dal caldo e poi dal freddo (il cosiddetto "mwba0generale Inverno")cite-ref-168[N 30] vennero in gran parte annientati dai russi durante il passaggio della mwbbiBeresina.cite-ref-170[N 31] Intanto, Napoleone era stato raggiunto dalla notizia che a Parigi il mwbbcgenerale Malet aveva diffuso la notizia della morte dell'imperatore e tentato un colpo di Stato.cite-ref-lastoria-171-0[140] Angosciato delle notizie di tradimento (mwbbwTalleyrand e mwbb0Fouché stavano ormai tramando col nemico),cite-ref-172[141] Napoleone abbandonò precipitosamente la Russia lasciando il comando a mwbciGioacchino Murat e a mwbcmEugenio di Beauharnais e tornando nella capitale, dove cominciava a ricostruire un nuovo esercito di mwbcq400 000 uomini, in realtà giovanissimi e male addestrati.cite-ref-colombo-rizzatti-p65-173-0[142] Le potenze europee, conscie dell'atroce disfatta di Russia, sollevarono la testa e formarono una nuova coalizione.
La sconfitta di Lipsia, l'abdicazione e l'esilio all'Elba
La prima a unirsi alla vittoriosa Russia fu la Prussia che, abbandonando l'alleanza con Napoleone, si schierò a fianco dello zar e della Gran Bretagna. Era la mwbdisesta coalizione. Napoleone, dopo essere rientrato a Parigi, organizzò in fretta, con l'afflusso di giovani reclute, un nuovo esercito e sconfisse i prussiani prima a mwbdmLützen e poi a mwbdqBautzen nel maggio mwbdu1813.cite-ref-colombo-rizzatti-p65-173-1[142] Ma l'insidia più grande era l'Austria, la quale – non rispettosa dei patti – era pronta a scavalcare anche un matrimonio di stato come quello di Napoleone con Maria Luisa pur di sconfiggere l'odiato nemico. Nel corso di un memorabile e burrascoso incontro bilaterale a mwbdoDresda, Napoleone e mwbdsMetternich non riuscirono a giungere a un accordo e il 12 agosto l'Austria si unì alla coalizione antifrancese.cite-ref-colombo-rizzatti-p65-173-2[142] Dopo un'ultima importante vittoria francese nella mwbeaBattaglia di Dresda, le forze napoleoniche furono costrette lentamente a ripiegare sotto la pressione congiunta degli eserciti di Austria, Russia, Prussia e Svezia; l'esercito svedese era comandato dall'ex maresciallo francese mwbeeJean-Baptiste Jules Bernadotte. Nella decisiva mwbeibattaglia di Lipsia, detta mwbemBattaglia delle Nazioni poiché vi parteciparono eserciti di tutta Europa, l'inesperienza dell'esercito francese, la defezione dei contingenti tedeschi e la superiorità numerica delle forze nemiche furono i fattori che determinarono la sconfitta di Napoleone. L'esercito francese fu costretto a ritirarsi attraverso la Germania in piena insurrezione contro l'occupazione napoleonica, mentre anche i Paesi Bassi si rivoltarono e la Spagna era ormai persa.cite-ref-lastoria-171-1[140]
Rientrato precipitosamente a Parigi, Napoleone dovette subire l'insubordinazione di tutti i corpi politici: le Camere denunciarono solo ora la sua tirannia, la nuova nobiltà da lui creata gli girò le spalle, il popolo, ormai stanco della guerra, rimase freddo, i marescialli dell'Impero cominciarono a defezionare: tra i principali, Gioacchino Murat che passò al nemico per conservare il regno di Napoli.cite-ref-lastoria-171-2[140]
Il giorno di Natale del 1813 la Francia venne invasa dagli eserciti della coalizione. Un mese dopo, il 25 gennaio mwbe41814, consegnato al fratello Giuseppe il controllo di Parigi e alla moglie Maria Luisa la reggenza, Napoleone si mise al comando di un esercito di mwbe860 000 veterani della Vecchia Guardia.cite-ref-174[143] Per due mesi Napoleone tenne testa al nemico in quella che sarà definita da alcuni la sua campagna più brillante, vincendo a mwbfqBrienne (proprio dove aveva studiato l'arte militare), a mwbfuChampaubert, mwbfyMontmirail, mwbfcChâteau-Thierry, mwbfgVauchamps, mwbfkMormant, mwbfoMontereau, mwbfsCraonne e mwbfwLaon. Sconfitto infine dalle forze prussiane del feldmaresciallo mwbf0von Blücher, da quelle austriache e da quelle russe di mwbf4Wintzingerode, consapevole di non poter anticipare le truppe nemiche in marcia su Parigi, Napoleone ripiegò su mwbf8Fontainebleau ove, appresa la notizia del tradimento del generale mwbgaMarmont, il quale si era arreso con le sue truppe agli alleati, e scoraggiato dall'atteggiamento rinunciatario del maresciallo mwbgeMichel Ney, il 4 aprile annunciò ufficialmente la sua intenzione di chiedere la pace.cite-ref-colombo-rizzatti-p66-175-0[144]
Intanto il fratello Giuseppe aveva capitolato e il nemico entrò vittorioso in Parigi il 31 marzo con alla testa lo zar Alessandro I, che il giorno successivo aveva già fatto affiggere sui muri di Parigi il suo mwbhiproclama indirizzato al popolo francese.
A Fontainebleau Napoleone passò giorni duri e difficili. Gli giunse notizia che il nemico aveva rigettato la sua proposta di pace che stabiliva il ritorno ai «confini naturali» della Francia. Lo zar Alessandro I gli impose l'abdicazione. Egli, dopo aver più volte tentennato, il 6 aprile decise di abdicare in favore del figlio e della reggenza di Maria Luisa. Ma il nemico decise per un'abdicazione totale, poiché Talleyrand aveva già preso accordi per restaurare sul trono i mwbhqBorbone. Napoleone, indignato, minacciò di rimettersi alla testa dei suoi eserciti e marciare su Parigi, ma i marescialli lo costrinsero a cedere.cite-ref-176[145] L'abdicazione divenne effettiva con la firma del trattato di Fontainebleau da parte delle potenze alleate l'11 aprile.
Resosi ormai conto dell'evolversi della sua caduta, con inoltre l'aggravarsi dei mwbhocosacchi entrati in mwbhsParigi, il 12 aprile, presso il mwbhwCastello di Fontainebleau, Napoleone tentò il suicidio ingerendo una forte dose di mwbh0arsenico, conservato in una fialetta che l'imperatore si era procurato dopo la sconfitta in mwbh4Russia, ma venne soccorso e salvato dai suoi collaboratori, che chiamarono i medici in tempo.cite-ref-177[146]
Dopo un memorabilecite-ref-178[N 32] addio alla Vecchia Guardia, Napoleone subì il dramma della fuga quando, attraversando la Francia del sud, fu costretto a indossare un'uniforme austriaca per non finire linciato dalla folla.cite-ref-179[147] Imbarcatosi precipitosamente a mwbiwMarsiglia sulla fregata inglese HMS mwbi0Undaunted comandata da mwbi4Thomas Ussher,cite-ref-180[148] il 4 maggio 1814 sbarcò all'mwbjmisola d'Elba, dove il nemico aveva deciso di esiliarlo, pur riconoscendogli la sovranità sull'isola con il rango di mwbjqprincipe e la conservazione del titolo di mwbjuimperatore.
Stabilitosi a mwbjcPortoferraio, volle abitare presso la mwbjgPalazzina dei Mulini, alla quale fece aggiungere un piano, e che dominava la suggestiva rada ove poteva osservare le navi in entrata e uscita dal porto. Come residenza di campagna scelse la mwbjkVilla di San Martino. A Portoferraio volle raggiungerlo la madre, che prese dimora in una piccola abitazione nel centro storico. Soggiornò inoltre presso il romitorio annesso al mwbjoSantuario della Madonna del Monte, dove lo raggiunse occasionalmente la madre –che soggiornava temporaneamente a mwbjsMarciana– e in seguito la contessa mwbjwMaria Walewska insieme al loro figlioletto mwbj0Alexandre.
Nei dieci mesi di esilio Napoleone non rimase inoperoso, ma costruì infrastrutture, miniere, strade, difese, mentre il Congresso di Vienna che doveva disegnare la nuova Europa della mwbkqRestaurazione ipotizzava di esiliarlo nell'mwbkuoceano.cite-ref-lastoria-171-3[140] Furono mesi febbrili, che trasformarono un'isola assonnata nel centro culturale e politico del tempo: poeti, artisti, spie e uomini di mondo accorsero nella speranza di visitare quello che era stato l'uomo che aveva tenuto l'Europa in pugno. Molti trovavano ospitalità nelle residenze signorili della città e altri allmwbko'mwbksAuberge Bonroux,cite-ref-181[149]cite-ref-182[150] luogo di ritrovo della Guardia. Non vennero mai a trovarlo, invece, la moglie e il figlio: il piccolo Re di Roma.
I «cento giorni»
Anche se impegnato nei lavori all'Elba, Napoleone continuava a ricevere segretamente notizie della situazione francese tramite alcuni mwbl4mwbl8telegrafi ottici dislocati sulle alture dell'isola.cite-ref-183[151] Il nuovo sovrano, mwbmqLuigi XVIII Borbone, era inviso alla popolazione: nel solco della Restaurazione, Luigi stava lentamente smantellando tutte le conquiste della Rivoluzione Francese mantenute da Napoleone.cite-ref-184[152] Queste notizie, aggiunte alla voce ormai certa che i nemici fossero prossimi a trasferirlo lontano dall'Europa, portarono Napoleone ad agire. Approfittando dell'assenza del commissario inglese sir mwbmkNeil Campbell, recatosi a mwbmoLivorno, Napoleone lasciò l'Elba il 26 febbraio mwbms1815, salutato dalla popolazione di Portoferraio, con una flotta di sette bastimenti e circa mille uomini al seguito.cite-ref-185[153]
L'imperatore eluse la sorveglianza della flotta inglese e il 1º marzo 1815 sbarcò in Francia nel golfo di mwbneCannes, a mwbniGolfe Juan, vicino ad mwbnmAntibes: cominciava il periodo che sarà noto come i «Cento giorni». La popolazione lo accolse con un entusiasmo sorprendente e gli eserciti inviatigli contro da Luigi, invece di fermarlo, si unirono a lui. Fu prima la volta del 5º di linea di mwbnqGrenoble: Napoleone mosse incontro ai soldati dell'esercito borbonico e gridò: «Chi vuole sparare al suo imperatore è libero di farlo».cite-ref-186[154] Successivamente passarono dalla sua parte gli eserciti guidati da mwbnkCharles de la Bédoyère e dal maresciallo Ney, che in precedenza aveva promesso enfaticamente a Luigi XVIII che avrebbe condotto Napoleone a Parigi «in una gabbia di ferro».cite-ref-187[155] Entrambi i generali pagheranno con la fucilazione la defezione dall'incarico ricevuto. Il 20 marzo Napoleone entrò trionfalmente a Parigi, mentre Luigi era fuggito in gran fretta verso mwbn4Gand su suggerimento di Talleyrand, che al Congresso di Vienna spinse le teste coronate a riprendere la spada contro l'imperatore.cite-ref-colombo-rizzatti-p70-188-0[156]cite-ref-storiana-189-0[157]
Riorganizzato rapidamente l'esercito, Napoleone chiese ai nemici nuovamente coalizzatisi la pace, con la sola condizione di mantenere il trono di Francia: la sua richiesta non venne accettata.cite-ref-191[N 33] Intanto, in campo politico, l'imperatore aveva ben compreso i limiti del suo governo precedente e aveva promulgato una costituzione maggiormente liberale, l'Atto addizionale, che concedeva maggiori poteri alle Camere e la libertà di stampa.cite-ref-storiana-189-1[157] Per evitare una nuova invasione del suolo patrio, Napoleone fece la prima mossa, entrando di sorpresa in mwbpaBelgio, dove erano schierati l'esercito britannico e l'esercito prussiano. Il suo piano prevedeva una manovra su due ali che avrebbero diviso e sconfitto separatamente i prussiani e i britannici prima che, superiori di numero, potessero congiungersi.
L'ala destra da lui comandata impegnò e sconfisse i prussiani del generale Blücher nella mwbpibattaglia di Ligny, mentre il maresciallo Ney attaccò i britannici del duca di Wellington a mwbpmQuatre-Bras, ma nessuno dei due combattimenti ebbe esito determinante.cite-ref-colombo-rizzatti-p70-188-1[156]
La battaglia di Waterloo
Si giunse così al 18 giugno 1815, la giornata della mwbqybattaglia di Waterloo, descritta anche da mwbqcVictor Hugo. Il piano strategico generale di Napoleone venne vanificato da alcuni errori dei suoi marescialli, principalmente mwbqgEmmanuel de Grouchy, il quale, inviato a intercettare la colonna prussiana sfuggita a Ligny, si limitò solo a inseguire la retroguardia delle forze prussiane che si erano intanto riorganizzate e che, grazie alla loro determinazione, riuscirono a ricongiungersi con Wellington proprio nella fase decisiva della battaglia. Le forze britanniche del duca di Wellington e quelle prussiane di Blücher riuscirono a sconfiggere i francesi.cite-ref-192[159]cite-ref-storianap-193-0[160]
Napoleone compì alcuni errori tattici e sbagliò nella scelta dei luogotenenti, rinunciando al maresciallo mwbriLouis Nicolas Davout, lasciato a Parigi, e affidandosi a Grouchy, inesperto di incarichi di comando, e a Ney, famoso per ardimento, ma non per la sua intelligenza tattica, il cui comportamento inutilmente avventato fu fra i fattori determinanti della disfatta. Ultimo ad arrendersi fu il giovane generale della mwbrmGuardia imperiale mwbrqPierre Cambronnecite-ref-194[161] che con la Vecchia Guardia coprì la ritirata dell'esercito sconfitto alla volta di Parigi. Napoleone si era dimostrato ottimista durante la battaglia: «Wellington è un pessimo generale. Stasera ceneremo a Bruxelles», aveva dichiarato la mattina. In serata, invece l'imperatore era sulla strada di ritorno per Parigi conscio della certezza della fine di ogni suo sogno.cite-ref-colombo-rizzatti-p73-195-0[162]
Impostagli dalla Camera la nuova abdicazione, sotto le pressioni del potente mwbr4Fouché («Avrei dovuto farlo impiccare prima», sbottò Napoleone),cite-ref-196[163] egli dichiarò di immolarsi «in olocausto per la Francia»cite-ref-colombo-rizzatti-p73-195-1[162] e chiese invano che venisse rispettata la sua volontà di porre sul trono all'età giusta suo figlio Napoleone II. Le forze nemiche, viceversa, entrarono a Parigi e rimisero sul trono Luigi XVIII. Napoleone si rifugiò al mwbsccastello di Malmaison, la vecchia casa dove aveva abitato con la prima moglie Giuseppina, morta da poco. La sua intenzione era di fuggire negli mwbsgStati Uniti, ma rifiutò di travestirsi come sarebbe stato necessario per sfuggire alla cattura, perché ciò avrebbe infamato il suo onore.cite-ref-197[164] Invece il 15 luglio 1815 Napoleone si arrese agli inglesi salendo a bordo della nave mwbs0HMS Bellerophon.cite-ref-storianap-193-1[160]cite-ref-198[165] Condizione della consegna era la deportazione in Inghilterra o negli Stati Uniti, ove intendeva vivere soggetto al diritto comune e con lo status di privato cittadino; nel caso avesse ottenuto il permesso di soggiornare in America, le sue intenzioni erano quelle di diventare un famoso scienziato e studioso di fenomeni naturali, ma purtroppo le cose per lui andarono in modo totalmente diverso. Il capitano Maitland, in rappresentanza del principe reggente, arrestò Napoleone venendo in parte meno alla parola datagli: con la promessa di poter continuare a vivere in una semplice casetta di campagna in territorio inglese, Napoleone effettivamente venne accontentato ed ottenne un domicilio in territorio britannico; condotto dalla nave da battaglia mwbtcHMS Northumberland, il 15 ottobre mwbtg1815 Napoleone venne sbarcato prigioniero ed esiliato a mwbtkSant'Elena, una piccola isola nel mezzo dell'mwbtooceano Atlantico, ancora oggi possedimento britannico, così remota e sperduta da rendere impossibile ogni tentativo di fuga.
L'esilio a Sant'Elena e la morte
Con un piccolo seguito di fedelissimi,cite-ref-199[N 34] Napoleone fu trasferito nel villaggio interno di Longwood, dove rimase fino al decesso.
Sull'isola Napoleone ebbe la libertà di muoversi a suo piacimento sebbene fosse costantemente sorvegliato a vista da un piccolo contingente militare inglese; anche se non subì alcun processo o condanna, l'ormai ex imperatore si trovò praticamente a scontare un mwbugergastolo in un posto lontano e sconosciuto.
Napoleone dettò le sue memorie ed espresse il suo disprezzo per gli inglesi, personificati nell'odiosa figura del "carceriere" sir mwbuoHudson Lowe (che dal trattamento duro riservato a Napoleone non trasse alcun vantaggio per la sua carriera, anzi fu accusato di essere stato troppo severo nei confronti dell'imperatore francese). Sulla base dei suoi ricordi, espressi in lunghe conversazioni quasi quotidiane, il mwbusconte de Las Cases scrisse mwbuwmwbu0Il Memoriale di Sant'Elena e nella seconda metà dell'aprile mwbu41821 redasse egli stesso le sue mwbu8ultime volontà, e molte note a margine (per un totale di 40 pagine).
I dolori allo stomaco di cui già soffriva da tempo, acuitisi nel clima inospitale dell'isola e con il duro regime impostogli, lo condussero alla morte il 5 maggio 1821 alle ore 17:49. Le ultime parole di Napoleone furono mwbvuFrancia, esercito - capo dell'esercito - Giuseppina.cite-ref-200[166] Egli chiese di essere seppellito sulle sponde della mwbvoSenna, ma fu invece seppellito a Sant'Elena, presso Sane Valley, come stabilito già l'anno prima dal governo inglese. Il governatore Lowe e i suoi uomini gli tributarono gli onori riservati ad un generale.
L'mwbv0autopsia accertò la causa di morte in un mwbv4tumore dello stomaco.cite-ref-201[167]cite-ref-causemorte-202-0[168]
Il 19 luglio 1821, alla notizia della morte di Napoleone, mwbwgAlessandro Manzoni compose la celebre ode mwbwkmwbwoIl cinque maggio, che ebbe una forte risonanza in tutta Europa e fu tradotta in tedesco da mwbwsJohann Wolfgang von Goethe.
«Ei fu. Siccome immobile,
dato il mortal sospiro,
stette la spoglia immemore
orba di tanto spiro,
così percossa, attonita
la terra al nunzio sta,»
«muta pensando all'ultima
ora dell'uom fatale;
né sa quando una simile
orma di pie' mortale
la sua cruenta polvere
a calpestar verrà.»
(da Il cinque maggio di Alessandro Manzoni)
Teorie alternative sulla morte di Napoleone
Cominciarono subito a diffondersi mwbxoipotesi alternative sulla morte di Napoleone, frutto, in generale, di mwbxsteorie del complotto: esse, pur accreditate, non smentiscono la veridicità della causa della morte per tumore allo stomaco.cite-ref-causemorte-202-1[168]cite-ref-203[169]
Il secondo funerale a Parigi
Il 2 agosto mwbys1830, nove anni dopo la morte di Napoleone, il re mwbywCarlo X di mwby0Borbone fu costretto ad abdicare e la corona venne concessa a mwby4Luigi Filippo d'Orléans, di idee più liberali. La statua dell'imperatore fu restaurata sulla colonna di mwby8Place Vendôme e vi furono richieste del rientro in patria delle spoglie mortali. Il figlio cadetto del re, il mwbzaPrincipe di Joinville, venne incaricato di riportare le spoglie dell'imperatore in Francia e questi, dopo aver ottenuto il permesso dei britannici, diresse una spedizione a Sant'Elena per riportare la salma a Parigi.cite-ref-colombo-rizzatti-p78-204-0[170] Il 15 ottobre mwbzu1840, per opera di una commissione - i cui membri erano il conte Philippe de Rohan-Chabot, Charles Alexander, il colonnello Hamelin Trelawny, il capitano William Wylde, il colonnello Charles Hodson, il segretario coloniale William Henry Seale, il comandante Edward Littlehales, il maresciallo Henri Gatien Bertrand, il generale Gaspard Gourgaud, il conte Emmanuel de Las Cases, il generale Jean Gabriel Marchand, Arthur Bertrand, i capitani mwbzyLéonard Charner, Guyet e Doret, l'abate Félix Coquereau, due coristi, il medico Remi Guillard e alcuni ex domestici di Napoleone - venne riesumata la salma che si rivelò intatta, vestita nell'uniforme di colonnello dei mwbzcCacciatori della Guardia.cite-ref-205[171] Ricomposto il corpo in una bara di mwbzwebano, l'imperatore cominciò il suo viaggio di ritorno in Francia sulla mwbz0Belle-Poule, arrivando a mwbz8Cherbourg il 2 dicembre, salutato dalle salve di cannone del forte e delle navi militari presenti.cite-ref-colombo-rizzatti-p78-204-1[170]
Il 15 dicembre mwb0u1840 ebbe luogo il funerale solenne a Parigi, celebrato con tutti gli onori del rango imperiale. Disposto il feretro su di un carro trainato da 16 cavalli, scortato dai mwb0yMarescialli di Francia mwb0cOudinot e mwb0gMolitor, dall'ammiraglio mwb0kRoussin e dal generale mwb0oBertrand, a cavallo, sui quattro lati, il corteo funebre passò sotto l'mwb0sArco di Trionfo, tra due file di insegne con l'aquila imperiale, salutato dalle salve di cannone e accolto dalla famiglia regnante in nome della Francia.cite-ref-colombo-rizzatti-p78-204-2[170] Il generale Bertrand, che aveva fedelmente accompagnato Napoleone all'Elba e a Sant'Elena, venne incaricato dal re di porre la spada e il copricapo dell'imperatore sulla bara, ma non vi riuscì per l'emozione e fu sostituito dal generale mwb1aGourgaud. Più tardi, nel mwb1e1843, mwb1iGiuseppe Bonaparte inviò il gran collare, il nastro, e le insegne della mwb1mLegion d'onore che suo fratello aveva indossato.
La tomba monumentale
I resti di Napoleone riposano in un monumento posto in una mwb1scripta a cielo aperto ricavata nel pavimento della mwb1wchiesa di Saint-Louis des Invalides a Parigi, esattamente sotto la cupola dorata. Il monumento, concepito dall'architetto mwb10Louis Visconti, venne terminato nel mwb141861 e consiste in un grande sarcofago di mwb18porfido rosso della mwb2aFinlandia, che contiene le sei bare entro cui è stato chiuso il corpo di Napoleone: dalla più interna alla più esterna abbiamo una bara in mwb2elamiera e poi una in mwb2imogano, due bare in mwb2mpiombo, una in mwb2qebano e l'ultima in legno di mwb2uquercia. Intorno al sarcofago c'è un loggiato circolare decorato con enormi statue raffiguranti dodici mwb2yVittorie.cite-ref-206[172]
Il trasferimento dalla cappella di Saint-Jérôme, dove era stata deposta la salma nel mwb3a1840, alla cripta nella sala centrale della mwb3echiesa di Saint-Louis des Invalides venne effettuato con cerimonia non pubblica il 2 aprile mwb3i1861, alla presenza dell'imperatore mwb3mNapoleone III. La maschera funebre è conservata invece presso l'mwb3qAccademia degli Euteleti a mwb3uSan Miniato, in mwb3yprovincia di Pisa, città dalla quale la famiglia Bonaparte fa risalire le proprie origini. Il calco sull'originale venne eseguito dal medico còrso Antommarchi e dal medico inglese Francis Burton.
All'interno della cripta è presente anche la tomba del figlio di Napoleone, mwb3gNapoleone Francesco, il cui corpo fu qui trasferito dalla mwb3kCripta dei Cappuccini di mwb3oVienna, dov'era sepolto come tutti i membri della casa d'Austria, da mwb3sAdolf Hitler nel mwb3w1940, come dono al popolo di Francia dopo l'occupazione all'inizio della mwb30seconda guerra mondiale.
La strategia di Napoleone
Napoleone, ufficiale di artiglieria, giovane generale legato inizialmente alla fazione giacobina e quindi al Direttorio, primo console e poi imperatore dei francesi, condottiero della più grande macchina militare dell'epocacite-ref-207[173] e conquistatore di gran parte del continente, rimane a tutt'oggi l'archetipo dell'uomo di guerra vittorioso, protagonista di una vicenda storica narrata e analizzata da una vastissima bibliografia.cite-ref-208[174]
Le qualità militari di tattico e stratega e la sua carriera più che ventennale costellata di impressionanti vittorie, continuano a rendere Napoleone, mwb44le tondu, "il rapato", come era soprannominato dai suoi soldati, nel giudizio degli storici uno dei più grandi condottieri militari di tutti i tempi, accostato dallo storico britannico Geoffrey Wootten solo ad mwb5aAlessandro Magno.cite-ref-209[175] Altri autori hanno ugualmente esaltato le qualità di generale dell'imperatore. mwb5uGeorges Lefebvre parla di "maestria senza eguali" tattica e strategica,cite-ref-210[176] mwb5oJean Tulard di "genio militare",cite-ref-211[177] mwb58Nigel Nicolsoncite-ref-212[178] e mwb6qFranz Herrecite-ref-213[179] di "più grande generale di tutti i tempi", Evgenij Tarle di "genio militare non mai superato nella storia dell'umanità",cite-ref-214[180] mwb64David G. Chandler di "una delle più grandi menti militari che siano mai esistite",cite-ref-215[181] mwb7mBasil Liddell Hart di più grande "stratega logistico" della storia.cite-ref-216[182]
Dal punto di vista della strategia operativa (o strategia logistica secondo la terminologia di Liddell Hartcite-ref-217[183]) Napoleone seppe fondere nel suo sistema di guerra le innovazioni di pensatori militari francesi come il conte di Guibert e Jean du Teil con lo studio dei grandi condottieri del passato da mwb78Federico II di Prussia, a mwb8aTurenne al mwb8eGran Condé.cite-ref-218[184] I pensatori francesi avevano evidenziato le debolezze dei rigidi schemi tattici dell'esercito prussiano basati su lente e ripetitive campagne di guerre, sulla tattica lineare, sulla disciplina draconiana, sulle lunghe colonne dei carriaggi.cite-ref-219[185] Napoleone, sfruttando le qualità delle armate rivoluzionarie, il loro slancio aggressivo, il loro spirito democratico, il sistema dell'amalgama e della promozione per merito e le nuove tattiche basate sul fuoco della fanteria leggera sparpagliata e sugli attacchi alla baionetta in colonne di battaglione, forgiò uno strumento militare di grande potenza. L'esercito napoleonico, articolato in corpi d'armata autonomi, scarsamente disciplinato ma combattivo, estremamente rapido nelle marce, privo di ingombranti traini e abituato a vivere sulle risorse locali e sulle depredazioni, permetteva a Napoleone grande flessibilità operativa.cite-ref-220[186]
La strategia napoleonica è profondamente innovativa in primo luogo nelle concezione di fondo; obiettivo della guerra diventa la distruzione dell'esercito nemico possibilmente con una campagna rapida e una battaglia decisiva; obiettivi geografici o fortezze diventano elementi secondari utili eventualmente per attrarre e sviare il nemico, costringendolo a battersi in circostanze sfavorevoli.cite-ref-221[187]
Lento e scientifico nella fase ideativa dei suoi piani di guerra,cite-ref-222[188] Napoleone era invece risoluto, ottimista, energico nella fase esecutivacite-ref-223[189] pretendendo e ottenendo rapidità e disciplina dai suoi subordinati ed effettuando manovre di sconcertante velocità e imprevedibilità per i suoi avversari.cite-ref-224[190] Dotato di grande ascendente e idolatrato dai suoi soldati, i mwb-umwb-ygrognards, i "brontoloni",cite-ref-225[191] Napoleone dominava intellettualmente i suoi luogotenenti e anche i suoi avversari, intimoriti dalla sua reputazione e spesso ridotti a strategie rinunciatarie e prudenti.cite-ref-226[192] Grazie alle sue doti militari, al suo enorme prestigio e all'entusiasmo suscitato nelle truppe, con la sua sola presenza sul campo di battaglia l'esercito francese sembrava disporre di molte migliaia di soldati invisibili in più;cite-ref-227[193] lo stesso mwb-mDuca di Wellington disse che la presenza di Napoleone sul campo corrispondeva a quella di mwb-q40 000 soldati in più nelle file dell'armata francese.cite-ref-228[194]
L'esercito napoleonico, dispiegato su vasto fronte, avanzava di sorpresa e nel massimo segreto secondo i piani dell'imperatore, che di regola prevedevano in anticipo tutte le possibilità e le evenienze; i corpi d'armata marciavano su direttrici separate ma disposti in modo da potersi reciprocamente sostenere in caso di complicazioni e di potersi concentrare al momento opportuno, scelto da Napoleone sulla base delle circostanze effettive sul terreno.cite-ref-229[195] La marcia separata confondeva il nemico e progressivamente restringeva il suo spazio di manovra fino a costringerlo alla battaglia nelle peggiori condizioni; Napoleone effettuava il concentramento generale all'ultimo momento e a volte durante la battaglia stessa; l'esercito avversario quindi o rischiava la battaglia o, se rimaneva immobile come a Ulma, veniva tagliato fuori dalle sue retrovie e accerchiato dall'avanzata convergente dei vari corpi d'armata.cite-ref-230[196] La superiore capacità strategica di Napoleone si evidenziava proprio nella sua abilità nel predisporre opportunamente la dislocazione e la marcia dei vari corpi d'armata e di effettuare il raggruppamento finale nel momento e nel punto giusto.cite-ref-231[197]
Nel caso della presenza di diversi eserciti nemici contemporaneamente in campo, come nel 1796-1797 o nel 1813, la strategia di Napoleone prevedeva il concentramento principale del grosso dell'armata contro uno solo degli avversari, mentre gli altri nemici sarebbero stati tenuti a bada con il minimo delle forze e, più lenti e mal collegati tra loro, sarebbero stati a loro volta progressivamente affrontati e sconfitti da nuovi raggruppamenti delle truppe francesi molto più rapide.cite-ref-232[198]
Sul campo di battaglia la tattica di Napoleone prevedeva di cominciare i combattimenti su tutta la linea con solo una minima parte delle sue forze; quindi si sarebbe scosso il morale e la sicurezza del nemico con il fuoco di grandi concentramenti di artiglieria e con le minacce, portate sui fianchi o nelle retrovie, alle sue vie di comunicazione.cite-ref-233[199] La fase finale della battaglia napoleonica era preceduta da quello che l'imperatore chiamava "il fatto": un grave errore tattico del nemico o un indebolimento decisivo delle sue forze.cite-ref-234[200] Tenendo sempre a disposizione cospicue riserve, Napoleone era ora in grado di sferrare il mwcbkcoup de foudre ("il colpo di fulmine"), l'attacco finale nel punto debole nemico che di regola provocava il crollo definitivo dell'avversario. Questo schema applicato per la prima volta a Castiglione venne attuato anche ad Austerlitz, Jena, Friedland e Wagram.cite-ref-235[201] Napoleone dava anche grande importanza alla fase di inseguimento e di sfruttamento del successo affidata alla sua cavalleria e a corpi di fanteria freschi appositamente predisposti; condotto a oltranza, poteva condurre alla totale distruzione dell'avversario come dopo Jena.cite-ref-236[202]
Fattori di debolezza della dottrina di guerra napoleonica furono in primo luogo lo scarso interesse dell'imperatore per i dettagli logistici e per i fattori climatici e ambientali che portarono alla sottovalutazione delle distanze e delle difficoltà di grandi campagne militari in territori inospitali e impervi in Spagna, Europa orientale e Russia.cite-ref-237[203] Inoltre Napoleone prestò limitata attenzione agli schemi tattici della sua fanteria che in pratica adottò i metodi operativi, aggressivi ed eccessivamente offensivi, delle armate rivoluzionarie che a volte costarono gravi insuccessi contro le solide truppe britanniche e russe.cite-ref-238[204] Infine, con il tempo e i continui impegni, decadde la qualità delle truppe napoleoniche e anche il morale e la determinazione dei suoi luogotenenti, coraggiosi ma non in grado di dirigere autonomamente operazioni strategiche e totalmente dipendenti dalle decisioni dell'imperatore.cite-ref-239[205]
Applicata per la prima volta in Italia settentrionale, la dottrina di guerra di Napoleone era soprattutto idonea a campagne militari in regioni di limitata estensione, in terre fertili ed economicamente ricche da sfruttare per rifornire le truppe, in cui costringere il nemico a una battaglia di annientamento senza possibilità di sfuggire con lunghe ritirate. La guerra napoleonica, rapida anche per la carenza di risorse che non permetteva di sostenere lunghe campagne, fornì le sue dimostrazioni più brillanti nel 1805 e nel 1806 e diede grande fama all'imperatore; essa rimane un modello insuperato di maestria strategica e tattica.cite-ref-240[206]
I figli
Napoleone ebbe un solo figlio legittimo, il già citato mwcdwNapoleone Francesco (mwcd01811-mwcd41832), avuto dalla seconda moglie mwcd8Maria Luisa d'Asburgo-Lorena (mwcea1791-mwcee1847).
Tuttavia, sono noti per certo almeno due figli illegittimi:
• mwceuCarlo, conte Léon (mwcey1806-mwcec1881), avuto da mwcegLuisa Caterina Eleonora Denuelle de la Plaigne (mwcek1787-mwceo1868), lettrice della principessa mwcesCarolina Bonaparte, già sposata con Jean-Honoré François Revel e da questi divorziata pochi mesi prima della nascita di Carlo;cite-ref-242[N 35]
• mwcfeAlessandro Floriano Giuseppe, conte Colonna-Walewski (mwcfi1810-mwcfm1868), avuto da mwcfqMaria Laczynska (mwcfu1786-mwcfy1817), giovane polacca, moglie dell'anziano conte Attanasio Colonna di Walewice-Walewski, meglio nota con il nome di Maria Walewska, della quale Napoleone fu sinceramente innamorato.
Inoltre è stato scritto che il filosofo, giornalista e uomo di stato francese mwcfgJules Barthélemy-Saint-Hilaire (1805-1895) fosse figlio illegittimo di Napoleone Bonaparte, ma non vi è alcuna certezza storica in merito.cite-ref-243[208]
Ascendenza
Nella cultura di massa
Di seguito sono citate le opere musicali, cinematografiche e televisive, reperibili in lingua italiana, che hanno avuto per soggetto centrale il personaggio di Napoleone Bonaparte e le sue vicende storiche; nell'elenco è indicato anche, quando noto, l'attore che ha impersonato il ruolo di Napoleone stesso:
Musica
• mwcgqBeethoven inizialmente dedicò a Napoleone la sua mwcguTerza Sinfonia, intitolandola "Bonaparte", ma dopo la nomina a imperatore, tolse la dedica e reintitolò la sinfonia "Eroica composta per festeggiare il sovvenire di un grand'uomo".
Filmografia
| Anno | Film | Attore | Note |
|---|---|---|---|
| 1909 | Napoléon | Max Charlier | Cortometraggio |
| 1910 | Il corriere dell'imperatore | | Cortometraggio |
| 1911 | Il granatiere Roland | Arrigo Frusta | Cortometraggio |
| 1912 | Napoléon, Bébé et les Cosaques | Renée Carl | Cortometraggio |
| 1914 | Napoleone, epopea napoleonica | Carlo Campogalliani | |
| 1922 | Gräfin Walewska | Rudolf Lettinger | |
| 1923 | A Royal Divorce | Gwylym Evans | |
| 1923 | Scaramouche | Slavko Vorkapich (non accreditato) | Dall' omonimo romanzo di Rafael Sabatini |
| 1925 | Madame Sans-Gêne | Émile Drain | Dall' omonima commedia teatrale di Émile Moreau e Victorien Sardou |
| 1927 | Napoleone ( Napoléon vu par Abel Gance ) | Albert Dieudonné | |
| 1929 | Sant'Elena ( Napoleon auf St. Helena ) | Werner Krauss | |
| 1934 | Il conte di Montecristo ( The Count of Monte Cristo ) | Paul Irving | Dall' omonimo romanzo di Alexandre Dumas padre |
| 1935 | Campo di maggio | Corrado Racca | |
| 1936 | Hearts Divided | Claude Rains | |
| 1937 | Le perle della corona ( Les perles de la couronne ) | Émile Drain J.L. Barrault (da giovane) | |
| 1937 | Maria Walewska ( Conquest ) | Charles Boyer | |
| 1942 | Vendetta | Joe Kirk (non accreditato) | Cortometraggio |
| 1942 | Il nemico di Napoleone ( The Young Mr. Pitt ) | Herbert Lom | |
| 1943 | Sant'Elena, piccola isola | Ruggero Ruggeri | |
| 1951 | Napoleone | Renato Rascel | |
| 1952 | Scaramouche | Aram Katcher (non accreditato) | Dall' omonimo romanzo di Rafael Sabatini |
| 1954 | Désirée | Marlon Brando | |
| 1954 | Le avventure di Cadet Rousselle ( Cadet Rousselle ) | Jean-Louis Jemma | |
| 1955 | Napoleone Bonaparte ( Napoléon ) | Raymond Pellegrin Daniel Gélin (da giovane) | |
| 1955 | La maschera di porpora ( The Purple Mask ) | Robert Cornthwaite | |
| 1956 | Guerra e pace ( War and Peace ) | Herbert Lom | Dall' omonimo romanzo di Lev Tolstoj |
| 1957 | L'inferno ci accusa ( The Story of Mankind ) | Dennis Hopper | |
| 1957 | La regina Luisa ( Königin Luise ) | René Deltgen | |
| 1957 | Marie Walewska , episodio della serie La caméra explore le temps | William Sabatier | |
| 1958 | O Grande Amor de Maria Waleska , episodio della serie TV de Vanguarda | Jaime Barcellos | |
| 1960 | La battaglia di Austerlitz ( Austerlitz ) | Pierre Mondy | |
| 1963 | Venere imperiale | Raymond Pellegrin | |
| 1964 | I grandi camaleonti | Giancarlo Sbragia | Sceneggiato televisivo |
| 1965 | Guerra e Pace: Natascia - L'incendio di Mosca ( Vojna i mir ) | Vladislav Strželčik | Dal romanzo Guerra e pace di Lev Tolstoj |
| 1965 | Ceneri sulla grande armata ( Popioly ) | Janusz Zakrzenski | |
| 1966 | Marysia i Napoleon | Gustaw Holoubek | |
| 1966 | Il grande colpo di Surcouf | Luigi Esposito | |
| 1966 | Reign of Terror , episodio della serie Kronos - Sfida al passato | Joey Tata | |
| 1968 | Susanna... ed i suoi dolci vizi alla corte del re ( Frau Wirtin hat auch einen Grafen ) | Heinrich Schweiger | |
| 1968 | Caroline chérie | Pierre Vernier | |
| 1970 | Waterloo | Rod Steiger | |
| 1972 | Eagle in a Cage | Kenneth Haigh | |
| 1972-1973 | Guerra e pace ( War & Peace ) | David Swift | Serie televisiva dall' omonimo romanzo di Lev Tolstoj |
| 1973 | Napoleone a Sant'Elena | Renzo Palmer | Sceneggiato televisivo |
| 1974 | Gli amori di Napoleone ( Napoleon and Love ) | Ian Holm | Miniserie televisiva |
| 1975 | Amore e guerra ( Love and Death ) | James Tolkan | |
| 1979-1980 | Joséphine ou la comédie des ambitions | Daniel Mesguich | Miniserie televisiva |
| 1981 | The Man of Destiny | Simon Callow | Film televisivo |
| 1985 | Adieu Bonaparte | Patrice Chéreau | |
| 1987 | Napoleone e Giuseppina ( Napoleon and Josephine: A Love Story ) | Armand Assante | Miniserie televisiva |
| 1991 | Napoléon et l'Europe | Jean-François Stévenin | Serie televisiva |
| 2001 | I vestiti nuovi dell'imperatore ( The Emperor's New Clothes ) | Ian Holm | |
| 2002 | Napoléon | Christian Clavier | Miniserie televisiva |
| 2003 | Monsieur N. | Philippe Torreton | |
| 2006 | N (Io e Napoleone) | Daniel Auteuil | |
| 2007 | Guerra e pace ( War and Peace ) | Scali Delpeyrat | Miniserie televisiva dall' omonimo romanzo di Lev Tolstoj |
| 2016 | Guerra e pace ( War & Peace ) | Mathieu Kassovitz | Miniserie televisiva |
| 2023 | Napoleon | Joaquin Phoenix | |
Videogiochi
• mwcnamwcneCivilization (1991): è il leader che rappresenta la civiltà francese nel gioco. Compare anche in tutti i sequel della serie videoludica;
• mwcnmmwcnqEuropa Universalis III (2007): la prima espansione del gioco, mwcnuNapoleon's Ambition, porta il suo nome ed espande il gioco per coprire l'intero regno;
• mwcncmwcngLe campagne di Napoleone (2007): il gioco consente di schierarsi dalla parte dell'impero francese e dei suoi alleati oppure dalla parte delle coalizioni antifrancesi nel corso delle varie campagne;
• mwcnomwcnsScribblenauts (2009): nel gioco e nei suoi sequel Napoleone è uno dei personaggi che il giocatore può evocare;
• mwcn0mwcn4Napoleon: Total War (2010): sesto capitolo della serie mwcn8Total War, nel gioco è possibile seguire le campagne italiane, egiziane o russe di Napoleone o combattere le alcune delle sue battaglie più famose;
• mwcoemwcoiMount & Blade: Warband (2010): il gioco presenta un'espansione chiamata mwcomNapoleonic Wars, in cui è possibile giocare nei panni di un soldato di uno dei tanti paesi coinvolti nelle guerre napoleoniche;
• mwcoumwcoyAssassin's Creed: Unity (2014): nel gioco un giovane Napoleone compare personaggio secondario e alleato del protagonista. Appare anche nel DLC mwcocDead Kings, stavolta però come principale antagonista;
• mwcokmwcooFate/Grand Order (2015): Napoleone appare nel gioco per cellulare come servitore di classe Archer.
Onorificenze
Onorificenze imperiali francesi
Gran Maestro e Grand Aquila dell'Ordine della Legion d'Onore
—
19 maggio 1802 (fondatore)
Gran Maestro dell'Ordine Imperiale dei Tre Tosoni d'Oro
—
15 agosto 1809 (fondatore)
Gran Maestro dell'Ordine Imperiale della Riunione
—
18 ottobre 1811 (fondatore)
Gran Maestro e Gran Dignitario dell'Ordine della Corona Ferrea
—
5 giugno 1805 (fondatore)
Gran Maestro dell'Ordine delle Palme Accademiche
—
17 marzo 1808 (fondatore)
Onorificenze straniere
Cavaliere dell'Ordine Supremo dell'Aquila Nera (Regno di Prussia)
—
Almanacco Imperiale dell'anno 1805 - sez. III
Cavaliere dell'Ordine dell'Aquila Rossa (Regno di Prussia)
«di diritto»
—
1805
Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Andrea apostolo "il primo chiamato" (Impero di Russia)
—
Almanacco Imperiale dell'anno 1807
Cavaliere dell'Ordine Imperiale di Sant'Aleksandr Nevskij (Impero di Russia)
«di diritto»
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale dell'Aquila Bianca (Impero di Russia)
«di diritto»
Cavaliere di I Classe dell'Ordine Imperiale di Sant'Anna (Impero di Russia)
«di diritto»
Cavaliere dell'Ordine del Toson d'oro (Impero d'Austria)
—
Almanacco Imperiale dell'anno 1805 - sez. III
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Imperiale austriaco di Leopoldo (Impero d'Austria)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Merito sotto il titolo di San Giuseppe (Granducato di Würzburg poi Granducato di Toscana)
«Almanacco Imperiale dell'anno 1807»
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine di Luigi (Granducato d'Assia)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Virtuti Militari (Confederazione polacco-lituana)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Fedeltà (Granducato di Baden)
—
Almanacco Imperiale dell'anno 1805 - sez. III
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona del Württemberg (Regno di Württemberg)
—
Almanacco Imperiale dell'anno 1805 - sez. III
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona Fiorata (Regno di Sassonia)
—
Almanacco Imperiale dell'anno 1807
Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine delle Due Sicilie (Regno di Napoli, napoleonico)
—
24 febbraio 1808 - 1819 (di fatto 4 giugno 1815, ordine soppresso)
Fascia dei Tre Ordini (Regno di Portogallo)
—
Almanacco Imperiale dell'anno 1805 - sez. III
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Militare di Santiago (Regno di Spagna)
Cavaliere di Gran Croce del Reale e Distinto Ordine Spagnolo di Carlo III (Regno di Spagna)
—
Almanacco Imperiale dell'anno 1805 - sez. III
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine del Leone e del Sole (Stato Imperiale dell'Iran)
—
Almanacco Imperiale dell'anno 1808 - sez. III
Cavaliere dell'Ordine di Sant'Uberto (Regno di Baviera)
—
Almanacco Imperiale dell'anno 1805 - sez. III
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Santo Stefano d'Ungheria (Regno d'Ungheria)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine della Corona di Vestfalia (Regno di Vestfalia)
—
25 dicembre 1809 - 26 febbraio 1815 (ordine soppresso)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine dell'Unione (Regno d'Olanda)
—
24 agosto 1806 - 1º aprile 1811 (ordine soppresso)
Cavaliere di Gran Croce dell'Ordine Reale di Spagna (Regno di Spagna, napoleonico)
—
20 ottobre 1808 - 11 dicembre 1813 (ordine soppresso)
Cavaliere dell'Ordine dell'Elefante (Danimarca)
Cavaliere del Reale Ordine dei Serafini (Regno di Svezia)
Cavaliere di Gran Croce del Reale Ordine di San Giorgio per la Difesa dell'Immacolata Concezione (Regno di Baviera)
—
Commendatore dell'Ordine al Merito della Corona Bavarese (Regno di Baviera)
Note
Esplicative
cite-note-1N 1. ↑ Il giorno di nascita fu considerato molto importante da Napoleone, spingendolo a modificare il nome del martire san Neopolo in mwcsusan Napoleone e a spostarne la ricorrenza al 15 agosto, esclusivamente per fini politici.
cite-note-13N 3. ↑ Alcuni storici proclamano come data di nascita il 5 febbraio 1768, mentre Iung afferma che sia nato il 7 gennaio 1768 e che lo stesso Napoleone abbia falsificato gli atti di nascita familiari per dimostrare di essere cittadino francese.
cite-note-57N 15. ↑ In seguito moglie di mwcyqJean-Baptiste Jules Bernadotte, generale di Napoleone. La conoscenza fra i due si ebbe in gennaio-febbraio 1795.cite-ref-56[42]
cite-note-67N 17. ↑ Questa battaglia fu anche ricordata da mwczmGiosuè Carducci nella sua opera mwczqRime.
cite-note-90N 18. ↑ Addirittura, durante il discorso al Consiglio degli Anziani, l'amico e intendente di Napoleone, Bourienne, dovette zittire il suo padrone che arringava sconnessamente l'assemblea con frasi come "Io cammino accompagnato dal Dio della Guerra e dal Dio della Fortuna!".cite-ref-89[72]
cite-note-99N 19. ↑ Curioso l'episodio in cui lo stesso Napoleone stupì i giuristi del mwcz8Consiglio di Stato citando con disinvoltura le leggi romane, apprese dalla lettura delle mwc0aIstituzioni di Giustiniano, avvenuta in gioventù durante un breve periodo di prigionia.cite-ref-98[80]
cite-note-114N 21. ↑ La spedizione era stata affidata al cognato di Napoleone, generale Leclerc, che morì di febbre gialla dopo aver catturato il capo dei ribelli.
cite-note-124N 23. ↑ Il parallelismo era con l'impero romano dei primi secoli, ufficialmente mwc1mRES PVBLICA ROMANA.
cite-note-131N 24. ↑ «Quando tornerete a casa, vi basterà dire "Io ero con lui nella battaglia di Austerlitz", e poi racconterete che in meno di quattro ore abbiamo battuto e disperso un esercito di 100 000 uomini comandato dagli imperatori di Russia e mwc1cAustria» disse Napoleone alle sue truppe dopo la vittoria.cite-ref-130[107]
cite-note-143N 25. ↑ Il cardinale Pacca fu separato poi dal papa e inviato alla fortezza di mwc18Fenestrelle ove rimase prigioniero fino al 1815.
cite-note-144N 26. ↑ A Valenza Napoleone aveva utilizzato come residenza "Villa mwc2mLa Voglina" utilizzata per preparare la mwc2qBattaglia di Marengo e dove Pio VII aveva fatto trasparire l'intenzione di trasferirvisi.
cite-note-154N 27. ↑ Bernadotte aveva sposato mwc2gDésirée Clary, prima fiamma di Napoleone, e sorella della moglie di Giuseppe Bonaparte.
cite-note-168N 30. ↑ In realtà non fu solo il freddo l'elemento determinante alla sconfitta, teoria basata sulla giustificazione che Napoleone diede al Senato francese il 20 dicembre, e sul suo 29º bollettino di guerra, per invocare, a discolpa del disastro in cui era incorsa la sua campagna, un evento indipendente dalle sue capacità militari. Anche durante la marcia di andata vi fu una grande morìa fra i cavalli e fra i soldati a causa del gran caldo. Quell'estate fu infatti insolitamente lunga e il gelo fece la sua comparsa quando già l'armata francese era in ritirata e combatteva, oltre che contro i russi incalzanti, anche contro il fango e la mota che la ostacolavano fortemente.cite-ref-167[138]
cite-note-170N 31. ↑ Il conte di Rochechouart, che serviva nell'esercito russo agli ordini dell'ammiraglio Cičiagof, descrisse così il disastro: "Mi trovai sul posto dove l'esercito francese aveva passato la Beresina. Nulla avrebbe potuto essere più straziante. Si vedevano montagne di cadaveri di soldati di tutte le armi e di diverse nazioni, che giacevano ancor lì gelati, schiacciati dai fuggiaschi e finiti dalla mitraglia russa".cite-ref-169[139]
cite-note-199N 34. ↑ A Napoleone fu concesso di farsi accompagnare da tre ufficiali più un chirurgo e dodici domestici, tutti scelti fra coloro che lo accompagnarono in Inghilterra sul mwc5cBellerophon (ma con l'esclusione dei generali mwc5gSavary e mwc5kFrançois Antoine Lallemand). A seguito delle sue proteste, gli furono concesse quattro persone anziché tre: mwc5omwc5sil generale mwc5wCarlo Tristano, conte di Montholon (mwc501783 - Parigi, 23 agosto mwc541853), accompagnato dalla moglie Albine de Vassal e dal figlio cinquenne Tristano. Rimarrà a Sant'Elena fino alla morte di Napoleone; mwc58il generale mwc6aBertrand (mwc6eChâteauroux 28 marzo mwc6i1773 - ivi, 31 gennaio mwc6m1844), accompagnato dalla moglie Fanny de Dillon e dai tre figli. Rimarrà a Sant'Elena fino alla morte di Napoleone. mwc6qil generale barone mwc6uGaspard Gourgaud (mwc6yVersailles, 14 novembre mwc6c1783 - Parigi, 25 luglio mwc6g1852), scapolo. Rientrerà in Europa nel mwc6k1818 a causa dei dissidi con il Montholon; mwc6oil funzionario mwc6sEmanuele Agostino Giuseppe, conte de Las Cases (mwc6wRevel, 21 giugno mwc601766 - mwc64Passy-sur-Seine, 15 maggio mwc681842), accompagnato dal giovanissimo figlio. Rientrerà in Europa nel novembre mwc7a1816, espulso dal governatore dell'isola per aver inviato lettere senza il suo permesso.
cite-note-242N 35. ↑ La nascita di Carlo Leone smentì la convinzione che Napoleone fosse sterile, convinzione originata dal fatto che la moglie Giuseppina, dopo circa dieci anni di matrimonio, non gli aveva ancora dato un figlio nonostante lei ne avesse avuti due dal precedente marito. Questo fatto dimostrava il contrario: Giuseppina era divenuta sterile e Napoleone cominciò da allora a pensare al divorzio che gli avrebbe consentito di sposare una donna in grado di dargli un erede dell'impero.cite-ref-241[207]
Bibliografiche
cite-note-21. ↑ mwc74mwc78Liddell Hart,mwc8a pp. 224, 230.
cite-note-43. ↑ Planert, Ute. mwc8oIl «revenant». Il ritorno di Napoleone nella storia della cultura europea ai primi del XIX secolo, Annali dell'Istituto storico italo-germanico in Trento, Vol. 1, no. 1 (gennaio-giugno 2014), 35-60.
cite-note-54. ↑ mwc84mwc88mwc9aTraité de Versailles/Trattato di Versailles (1768), su mwc9eradiche.eu. mwc9iURL consultato il 5 giugno 2011 mwc9m(mwc9qarchiviato il 17 novembre 2011).
cite-note-65. ↑ Secondo quanto riferito, da A. Vieusseux, nel suo mwc9gNapoleon Bonaparte: His sayings and his deeds, 2 voll., Charles Knight & Co., 1846., vol. I, a p. 5 «La famiglia Bonaparte era della classe definita "famiglie di cittadini" o notabili di Corsica, una sorta di nobiltà minore; poiché i Genovesi, che erano all'epoca Signori di Corsica, non riconoscevano come tale alcun patrizio, eccezion fatta per coloro che erano iscritti nel libro d'oro a Genova. Gli antenati della famiglia Bonaparte sembra fossero immigrati da Genova ad Ajaccio, insieme a numerosi altri coloni, verso la fine del XV secolo. Un'altra famiglia, ovvero un ramo lontano della stessa famiglia, dal nome Bonaparte, o piuttosto Buonaparte, era già stanziata, in tale periodo, nella città di San Miniato, in Toscana, e aveva, da allora, prodotto diversi uomini dotti.»
cite-note-76. ↑ mwc9wmwc90mwc94La famiglia di Napoleone Bonaparte, a Sarzana, su mwc98italiadiscovery.it. mwc-aURL consultato l'11 gennaio 2012 mwc-e(mwc-iarchiviato il 27 gennaio 2010).
cite-note-108. ↑ mwc-wmwc-0mwc-4Archivi nazionali francesi: atto di battesimo di Carlo Maria Bonaparte. Il testo rilevante è il seguente: «Carlo Maria, figlio del nobile Giuseppe di Sebastiano Bonaparte e della nobile Maria Saveria moglie.» mwc-8(archiviato dall'mwc-aurl originale il 12 gennaio 2012).
cite-note-1613. ↑ mwdbemwdbiDe Bourrienne,mwdbm p. XLIII.
cite-note-3022. ↑ mwdegmwdekde Saint-Hilaire,mwdeo p. 16.
cite-note-3929. ↑ Da Stefano Tomassini, mwdhiAmor di Corsica, Feltrinelli Traveler, Milano, 2000, p. 100, ISBN 88-7108-157-9, citando lo scritto giovanile di Napoleone mwdhqSul suicidio, pubblicato in appendice a mwdhuClisson ed Eugénie (novella giovanile dello stesso Napoleone) da Sellerio Editore, Palermo, 1980.
cite-note-4836. ↑ mwdka(mwdkemwdkiEN) George Moir Bussey, mwdkmHistory of Napoleon, 1840, p.mwdkq III.
cite-note-4937. ↑ mwdkgmwdkkDe Bourrienne,mwdko p. XXXIV.
cite-note-5038. ↑ mwdk4mwdk8mwdlaBruto Buonaparte e l'assedio di Tolone in Studi Napoleonici-Fonti Documenti Ricerche mwdle(archiviato dall'mwdliurl originale il 19 luglio 2017).
cite-note-storia390-6145. ↑ mwdommwdoqStoria universale,mwdoy p. 390.
cite-note-6549. ↑ mwdpwmwdp0Enciclopedia della musica, Volume I, Rizzoli Ricordi, p.mwdp4 270, ISBN non esistente.
cite-note-681. mwdq8mwdraBainville,mwdre p. 148.
cite-note-6952. ↑ mwdrumwdrymwdrcL'Amministrazione generale di Lombardia, su mwdrglombardiabeniculturali.it, Lombardia, beni culturali. mwdrkURL consultato il 1º gennaio 2012 mwdro(mwdrsarchiviato il 25 settembre 2011).
cite-note-storia391-7053. ↑ mwdr8mwdsaStoria universale,mwdsi p. 391.
cite-note-storia3903-7457. ↑ mwdtcmwdtgStoria universale,mwdto pp. 392-393.
cite-note-7558. ↑ mwdt4mwdt8mwduaStoria della telegrafia - il telegrafo ottico di Chappe mwdue(archiviato dall'mwduiurl originale il 28 dicembre 2008).
cite-note-storia394-7659. ↑ mwduwmwdu0Storia universale,mwdu8 p. 394.
cite-note-7861. ↑ mwdvkmwdvomwdvsNapoleone in Egitto, su mwdvwegittologia.net. mwdv0URL consultato il 1º gennaio 2012 mwdv4(mwdv8archiviato il 16 marzo 2012).
cite-note-7962. ↑ mwdwmmwdwqSergio Donadoni, mwdwuL'Egitto dal mito all'egittologia, Torino, 1990.
cite-note-8164. ↑ mwdw8(mwdxamwdxeEN) Paul Strathern, mwdximwdxmNapoleon in Egypt, Random House Publishing Group, 2008.
cite-note-storia398-8366. ↑ mwdx0mwdx4Storia universale,mwdya pp. 398-399.
cite-note-storia399-9375. ↑ mwdbqmwdbuStoria universale,mwdbc pp. 399-400.
cite-note-spoto-9476. ↑ mwdb0Antonio Spoto, mwdb4mwdb8Napoleone Bonaparte - 1ª parte, su mwdcapdsm.altervista.org. mwdceURL consultato il 26 ottobre 2010 mwdci(mwdcmarchiviato il 20 gennaio 2011).
cite-note-storia403-9678. ↑ mwdc0mwdc4Storia universale,mwdda p. 403.
cite-note-9779. ↑ mwddqGuido Fassò, mwdduStoria della filosofia del diritto. III: Ottocento e Novecento, Editori Laterza, 2006, pp.mwddy 12-14.
cite-note-9880. ↑ mwddomwddsde Las Cases,mwddw p. 612.
cite-note-storia404-10081. ↑ mwdeamwdeeStoria universale,mwdem p. 404.
cite-note-10283. ↑ mwde0mwde4mwde8Codice di Napoleone il grande, 1812.
cite-note-robert-b-holtman-1981-10384. ↑ mwdfm(mwdfqmwdfuEN) Robert B. Holtman, mwdfyThe Napoleonic Revolution, Louisiana State University Press, 1981.
cite-note-10485. ↑ mwdfomwdfsmwdfwCodice Napoleonico, su mwdf0francia.be. mwdf4URL consultato il 2 gennaio 2012 mwdf8(mwdgaarchiviato il 19 gennaio 2012).
cite-note-storia407-10990. ↑ mwdhwmwdh0Storia universale,mwdh8 p. 407.
cite-note-colombo-rizzatti-p29-11091. ↑ mwdiumwdiyColombo e Rizzatti,mwdic p. 29.
cite-note-11695. ↑ mwdkimwdkmColombo e Rizzatti,mwdkq p. 34.
cite-note-11896. ↑ mwdkgmwdkkmwdkoNapoleone incoronato imperatore di Francia - Almanacco. mwdksURL consultato il 24 giugno 2017 mwdkw(mwdk0archiviato il 28 giugno 2017).
cite-note-11997. ↑ mwdlemwdlimwdlmL'incoronazione di Napoleone, su mwdlq9Colonne. mwdluURL consultato il 24 giugno 2017 mwdly(mwdlcarchiviato il 17 ottobre 2017).
cite-note-12098. ↑ mwdlsmwdlwmwdl0PIO VII in "Enciclopedia dei Papi", su mwdl4treccani.it. mwdl8URL consultato il 24 giugno 2017 mwdma(mwdmearchiviato il 25 giugno 2017).
cite-note-12199. ↑ mwdmumwdmyL'Ottocento e l'età napoleonica, De Agostini.
cite-note-123101. ↑ mwdnamwdnemwdniAd esempio, vedi l'introduzione dell'Editto di Saint Cloud mwdnm(archiviato dall'mwdnqurl originale il 19 gennaio 2014).
cite-note-1252. mwdng(mwdnkmwdnoDE) J. Hoffmeister (a cura di), mwdnsBriefe von und an Hegel, vol.mwdnw 1, Hamburg, Felix Meiner Verlag, 1969, p.mwdn0 120, mwdn4ISBNmwdn8 978-3-7873-0303-8.
cite-note-1263. mwdoqG.W.F. Hegel, mwdouFenomenologia dello spirito, a cura di V. Cicero, Milano, Bompiani, 2008 mwdoy[1807], p.mwdoc 12, mwdogISBNmwdok 978-88-452-9002-2.
cite-note-storia411-128105. ↑ mwdpsmwdpwStoria universale,mwdp4 p. 411.
cite-note-colombo-rizzatti-p39-129106. ↑ mwdqqmwdquColombo e Rizzatti,mwdqy p. 39.
cite-note-storia412-132108. ↑ mwdramwdreStoria universale,mwdrm pp. 411-412.
cite-note-134110. ↑ mwdr8mwdsaColombo e Rizzatti,mwdse p. 40.
cite-note-136112. ↑ mwdssmwdswColombo e Rizzatti,mwds0 p. 43.
cite-note-colombo-rizzatti-p44-139115. ↑ mwduqmwduuColombo e Rizzatti,mwduy p. 44.
cite-note-142118. ↑ mwdvcmwdvgColombo e Rizzatti,mwdvk p. 53.
cite-note-145119. ↑ Bartolomeo Pacca, mwdv0Napoleone contro Pio VII, Roma, 1944.
cite-note-146120. ↑ mwdweClaudio Cerasa, mwdwimwdwmPrigioniero dell'imperatore. Deportazione di Pio VII, su mwdwqvatican.va, 17 Mag. 2009.
cite-note-colombo-rizzatti-p46-147121. ↑ mwdwomwdwsColombo e Rizzatti,mwdww p. 46.
cite-note-149123. ↑ mwdxkmwdxoColombo e Rizzatti,mwdxs p. 48.
cite-note-151125. ↑ mwdyomwdysColombo e Rizzatti,mwdyw p. 50.
cite-note-157129. ↑ mwd0imwd0mColombo e Rizzatti,mwd0q p. 57.
cite-note-colombo-rizzatti-p58-159131. ↑ mwd08mwd1aColombo e Rizzatti,mwd1e p. 58.
cite-note-colombo-rizzatti-p60-162134. ↑ mwd2ymwd2cColombo e Rizzatti,mwd2g p. 60.
cite-note-169139. ↑ mwd4qmwd4uColombo e Rizzatti,mwd4y p. 63.
cite-note-colombo-rizzatti-p65-173142. ↑ mwd6emwd6iColombo e Rizzatti,mwd6m p. 65.
cite-note-colombo-rizzatti-p66-175144. ↑ mwd68mwd7aColombo e Rizzatti,mwd7e p. 66.
cite-note-180148. ↑ mwd8cmwd8gUssher e Glover.
cite-note-181149. ↑ mwd8w(mwd80mwd84FRmwd88) R. Christophe, mwd9aNapoléon, empereur de l'ile d'Elbe, Librairie Arthème Fayard (1959).
cite-note-182150. ↑ mwd9qmwd9umwd9yNapoleone sbarca a Portoferraio, su mwd9cape-elbana.it. mwd9gURL consultato il 4 gennaio 2012 mwd9k(mwd9oarchiviato il 26 dicembre 2011).
cite-note-183151. ↑ mwd94Gazzetta di Firenze, 1815.
cite-note-colombo-rizzatti-p70-188156. ↑ mwd-wmwd-0Colombo e Rizzatti,mwd-4 p. 70.
cite-note-192159. ↑ mwebemwebiColombo e Rizzatti,mwebm p. 71.
cite-note-194161. ↑ Noto l'aneddoto, narrato anche da Hugo ne mwecamweceI miserabili, che all'imposizione di resa degli inglesi Cambronne abbia risposto semplicemente: «Merde»; altri sostengono invece che abbia risposto con un più formale e militaresco «La Guardia muore ma non si arrende». mwecimwecmGerosa,mwecq p. 501., cita entrambe le frasi; mwecumwecyDumas,mwecc p. 173. propende per la più celebre parola.
cite-note-colombo-rizzatti-p73-195162. ↑ mwec0mwec4Colombo e Rizzatti,mwec8 p. 73.
cite-note-198165. ↑ mwed8mweeaColombo e Rizzatti,mweee p. 75.
cite-note-causemorte-202168. ↑ mwef8mwegamwegeSulla morte di Napoleone, su mwegimargheritacampaniolo.it. mwegmURL consultato il 2 gennaio 2012 mwegq(mweguarchiviato il 10 dicembre 2012).
cite-note-203169. ↑ mwegk(mwegomwegsEN) Lugli A, Clemenza M, Corso PE, di Costanzo J, Dirnhofer R, Fiorini E, Herborg C, Hindmarsh JT, Orvini E, Piazzoli A, Previtali E, Santagostino A, Sonnenberg A, Genta RM., mwegwThe medical mystery of Napoleon Bonaparte: an interdisciplinary exposé, maggio 2011, mweg0PMIDmweg4 mweg821326012.
cite-note-colombo-rizzatti-p78-204170. ↑ mwehcmwehgColombo e Rizzatti,mwehk p. 78.
cite-note-205171. ↑ mweh0(mweh4mweh8ENmweia) Richard Henry Horne, mweieThe History of Napoleon, Londra, 1840.
cite-note-206172. ↑ mweiuFrançois Lagrange, mweiyLes Invalides, in mweicL'estampille/L'objet d'art, n.mweig 21, gennaio 2006, p.mweik 51.
cite-note-207173. ↑ G. Blond, mwei0Vivere e morire per Napoleone, pp. 7-9.
cite-note-209175. ↑ G. Wootten, mwejcWaterloo 1815, p. 10.
cite-note-210176. ↑ A. Mathiez, G. Lefebvre, mwejsLa Rivoluzione francese, vol. II, p. 390.
cite-note-213179. ↑ F. Herre, mweksMetternich, p. 79.
cite-note-214180. ↑ E. V. Tarle, mwek81812: la campagna di Napoleone in Russia, pp. 360-361.
cite-note-216182. ↑ mwelkmweloLiddell Hart,mwels p. 224.
cite-note-217183. ↑ mwel8mwemaLiddell Hart,mweme pp. 223-224.
cite-note-227193. ↑ D.Lieven, mwepsLa tragedia di Napoleone in Russia, p. 509.
cite-note-243208. ↑ mwevm(mwevqmwevuFRmwevy) Jean-Marie Mayeur, Alain Corbin, Arlette Schweitz (a cura di), mwevcLes immortels du Sénat, 1875-1918. Les cent seize inamovibles de la Troisième République, Paris, Publications de la Sorbonne, 1995.
cite-note-2444. Mr. O. Schutte, De Orde van de Unie, Walburg Pers 1985. Blz. 189
cite-note-2455. mwev4mwev8mwewa• Afficher le sujet - ordres et décorations mwewe(archiviato dall'mwewiurl originale l'8 dicembre 2015).
Bibliografia
Di Napoleone Bonaparte
• mwewo(FR) Napoleone Bonaparte, [Opere]. 1, Paris, C. L. F. Panckoucke, éditeur, Rue des Poitevins, n. 14, 1821.
• mweww(FR) Napoleone Bonaparte, [Opere]. 2, Paris, C. L. F. Panckoucke, éditeur, Rue des Poitevins, n. 14, 1821.
• mwew4(FR) Napoleone Bonaparte, [Opere]. 3, Paris, C. L. F. Panckoucke, éditeur, Rue des Poitevins, n. 14, 1821.
• mwexa(FR) Napoleone Bonaparte, [Opere]. 4, Paris, C. L. F. Panckoucke, éditeur, Rue des Poitevins, n. 14, 1821.
• mwexi(FR) Napoleone Bonaparte, [Opere]. 5, Paris, C. L. F. Panckoucke, éditeur, Rue des Poitevins, n. 14, 1821.
• mwexqNapoleone Bonaparte, Autobiografia, a cura di A. Malraux, Milano, Arnoldo Mondadori Editore, 1994, ISBN 88-04-39494-3.
• mwexyNapoleone Bonaparte, Aforismi politici, pensieri morali e massime sulla guerra, Roma, Newton & Compton, 2002, ISBN 88-8289-780-X.
• mwexgNapoleone Bonaparte, Tutto è ancora da fare. Lettere di un genio d'ambizione, a cura di Eusebio Trabucchi, Roma, L'orma editore, 2014, ISBN 978-88-98038-37-4.
Su Napoleone Bonaparte
In italiano:
• citeref-la-storiaLa storia, Volume 10, Novara, De Agostini, 2004, ISBN non esistente.
• citeref-storia-universaleStoria universale, Volume III, Milano, Rizzoli Larousse, 1973, ISBN non esistente.
• citerefbainvilleJacques Bainville, Napoleone, Milano, Baldini Castoldi Dalai Editore, 2006, ISBN 88-8490-920-1.
• mweyeBetsy Balcombe, Il mio amico Napoleone, a cura di Ernesto Ferrero, Mondadori, ISBN 978-88-04-57014-1.
• mweymAlessandro Barbero, La battaglia, storia di Waterloo, Roma-Bari, Laterza, 2003, ISBN 978-88-420-7759-6.
• citerefchandlerDavid G. Chandler, Le campagne di Napoleone, Milano, RCS Libri - Superbur Saggi, 2002, ISBN 88-17-11577-0.
• citerefcolombo-e-rizzattiEzio Colombo e Maria Luisa Rizzatti, Napoleone, collana Grandi della storia, vol. 18, Milano, Mondadori, 1971, ISBN non esistente.
• mweycVittorio Criscuolo, Napoleone, Bologna, Il Mulino, 1997, ISBN 978-88-15-06251-2.
• citerefde-las-casesEmmanuel de Las Cases, Il Memoriale di Sant'Elena, a cura di Luigi Mascilli Migliorini, Milano, BUR, 2004, ISBN 88-17-10790-5.
• citerefdumasAlexandre Dumas, Napoleone, Roma, Newton & Compton, 2004, ISBN 88-8289-790-7.
• citereflefebvreGeorges Lefebvre, Napoleone, Roma-Bari, Laterza, 2003, ISBN 88-420-5902-1.
• citerefliddell-hartBasil Liddell Hart, Scipione Africano, BUR Super saggi, 1999, ISBN 88-17-25840-7.
• citerefludwigEmil Ludwig, Napoleone, Milano, BUR, 2000, ISBN 88-17-25888-1.
• citerefgerosaGuido Gerosa, Napoleone, un rivoluzionario alla conquista di un impero, Milano, Mondadori, 1995, ISBN 88-04-33936-5.
• mwey8Dilvo Lotti, Napoleone Buonaparte toscano europeo, Fucecchio, Edizioni dell'Erba, 1995, ISBN 88-86888-00-7.
• mwezeLuigi Mascilli Migliorini, Napoleone, Roma, Salerno, 2001, ISBN 88-8402-350-5.
• citerefnicolsonNigel Nicolson, Napoleone in Russia, Milano, BUR, 2001, ISBN 88-17-12542-3.
• citerefpillepichAlain Pillepich, Napoleone e gli italiani, Bologna, il Mulino, 2005, ISBN 88-15-10489-5.
• citerefrobertsAndrew Roberts, Napoleone il Grande, Novara, UTET, 2015, ISBN 978-88-511-3238-5.
• citerefroccaGianni Rocca, Il piccolo caporale, Napoleone alla conquista dell'Italia 1796-97 e 1800, Milano, Mondadori, 1996, ISBN 978-88-04-41049-2.
• mwezcAntonio Spinosa, Napoleone il flagello d'Italia, Milano, Mondadori, 2003, ISBN 88-04-51916-9.
• citereft-rleEvgenij Tarle, Napoleone, Milano, Mursia, 2014, ISBN 978-88-425-5430-1.
• citereftulardJean Tulard, Napoleone, Milano, Rusconi libri, 1994, ISBN 88-18-70091-X.
• citerefwairyConstant Wairy, Il valletto di Napoleone, a cura di Patrizia Varetto, Palermo, Sellerio Editore, 2006, ISBN 88-389-2190-3.
• citerefzaghiCarlo Zaghi, L'Italia di Napoleone dalla Cisalpina al Regno, UTET, 1991 [1986], ISBN 88-02-03955-0.
In francese:
• mwez8(FR) Patrice Gueniffey, Bonaparte, Paris, Gallimard, 2013, ISBN 978-2-07-076914-8.
• mweai(FR) Adolphe Thiers, Histoire du consulat et de l'empire, Paris, Paulin-Lheureux.
• citerefde-saint-hilaire(FR) Émile Marco de Saint-Hilaire, Histoire populaire de Napoleon et de la grande armée, G. Kugelmann, 1843, ISBN non esistente.
• citerefde-bourrienne(FR) Louis Antonine Fauve De Bourrienne, Memoirs of Napoleon Bonaparte, Volume 4, Wildside Press LLC, 2010, ISBN 978-1-4344-1136-5.
• citerefjospin(FR) Lionel Jospin, Le mal napoléonien, Éditions du Seuil, 2014.
In inglese:
• citerefdwyer(EN) Philip Dwyer, Napoleone: The path to power 1769 - 1799, Volume 1, Bloomsbury Publishing, 2008, ISBN 978-0-7475-6677-9.
• citereffalk(EN) Avner Falk, Napoleon against himself: a psychobiography, Pitchstone Pub, 2007, ISBN 978-0-9728875-6-4.
• citerefussher-e-glover(EN) Thomas Ussher e John R. Glover, Napoleon's Last Voyages, Ithaca, Cornell University Library, 1906, ISBN 978-1-112-51214-8.
Voci correlate
Altri progetti
Altri progetti
• Wikisource
• Wikisource
• Wikiquote
• Wikimedia Commons
• Wikisource contiene una pagina dedicata a Napoleone Bonaparte
• Wikisource contiene una pagina in lingua francese dedicata a Napoleone Bonaparte
• Wikiquote contiene citazioni di o su Napoleone Bonaparte
• Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Napoleone Bonaparte
Collegamenti esterni
• citereftreccani-itNapoleóne I Bonaparte imperatore dei Francesi, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefenciclopedia-italianaFrancesco Lemmi e Alberto Baldini, NAPOLEONE I imperatore, in Enciclopedia Italiana, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1934.
• citerefdizionario-di-storiaNapoleone I Bonaparte, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefsapere-itNapoleóne I, su sapere.it, De Agostini.
• citerefdss(IT, DE, FR) Napoleone Bonaparte, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Jacques Godechot, Napoleon I, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefjewish-encyclopedia(EN) Napoleone Bonaparte, in Jewish Encyclopedia, Funk and Wagnalls.
• citerefbewebNapoleone Bonaparte, su BeWeb, Conferenza Episcopale Italiana.
• citerefmlolOpere di Napoleone Bonaparte / Napoleone Bonaparte (altra versione) / Napoleone Bonaparte (altra versione) / Napoleone Bonaparte (altra versione) / Napoleone Bonaparte (altra versione) / Napoleone Bonaparte (altra versione), su MLOL, Horizons Unlimited.
• citerefopen-library(EN) Opere di Napoleone Bonaparte, su Open Library, Internet Archive.
• citereflibrivox(EN) Audiolibri di Napoleone Bonaparte, su LibriVox.
• citerefpers-e(FR) Pubblicazioni di Napoleone Bonaparte, su Persée, Ministère de l'Enseignement supérieur, de la Recherche et de l'Innovation.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Napoleone Bonaparte, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• (EN) Partite di Napoleone Bonaparte, su Chessgames.com, Chessgames Services LLC.
• citerefmobygames(EN) Napoleone Bonaparte, su MobyGames, Blue Flame Labs.
• Napoleone Bonaparte, in Archivio storico Ricordi, Ricordi & C.
• (EN) Spartiti o libretti di Napoleone Bonaparte, su International Music Score Library Project, Project Petrucci LLC.
• (EN) Napoleone Bonaparte, su Comic Vine, Fandom.
• (EN) Napoleone Bonaparte, su IMDb, IMDb.com.
• (EN) Napoleone Bonaparte, su StarTrek.com, CBS Studios (archiviato dall'url originale il 1º aprile 2023).
• mwebm(CA) Napoleone Bonaparte (XML), in Gran Enciclopèdia Catalana on line, Enciclopèdia Catalana.
• mwebuDiciassette capitoli per raccontare la storia di Napoleone, su liceomendrisio.ch.
• mwebcLa famiglia Bonaparte, su www2.comune.roma.it. URL consultato il 5 luglio 2006 (archiviato dall'url originale il 14 luglio 2006).
• mwebk(FR) Napoléon inconnu: papiers inédits, 1786-1793. Publiés par Frédéric Masson et Guido Biagi; accompagnés de notes sur la jeunesse de Napoléon, 1769-1793, par Frédéric Masson, 2 voll., Paris, Paul Ollendorff éditeur, 1895: mwebovol. 1., mwebsvol. 2..
• Epistolario:
• mweb8(FR) mwecaLa correspondance de Napoléon I publiée par ordre de l'Empereur Napoléon III, 32 voll., Paris, 1858-70: mwecevol. 1., mwecivol. 2., mwecmvol. 3., mwecqvol. 4., mwecuvol. 5., mwecyvol. 6., mweccvol. 7., mwecgvol. 8., mweckvol. 9., mwecovol. 10., mwecsvol. 11., mwecwvol. 12., mwec0vol. 13., mwec4vol. 14., mwec8vol. 15., mwedavol. 16., mwedevol. 17., mwedivol. 18., mwedmvol. 19., mwedqvol. 20., mweduvol. 21., mwedyvol. 22., mwedcvol. 23., mwedgvol. 24., mwedkvol. 25., mwedovol. 26., mwedsvol. 27., mwedwvol. 28., mwed0vol. 29., mwed4vol. 30., mwed8vol. 31., mweeavol. 32..
• Memorie-documenti e lettere inedite di Napoleone I.° e Beauharneais, Giovanni Melzi (a cura di), 2 voll., Milano, per Gaetano Brigola libraio, 1865: mweeivol. 1., mweemvol. 2..
• mweeu(FR) mweeymweecSupplément à la correspondance de Napoléon I: lettres curieuses omises par le comité de publication. Rectifications., E. A. Du Casse (a cura di), Paris, 1887.
• mweek(FR) mweeoLettres inédites de Napoléon I (an VIII-1815), Léon Lecestre (a cura di), 2 voll., Paris, Libraire Plon, 1897: mweesvol. 1., mweewvol. 2..
• mwee4(FR) mwee8mwefaLettres inédited se Napoléon I. Collationnées sur les textes et publiées., Léonce de Brotonne (a cura di), Paris, Honoré Champion libraire, 1898.
• mwefi(FR) mwefmDernières lettres inédites de Napoléon I. Collationnées sur les textes et publiées, Léonce de Brotonne (a cura di), 2 voll., Paris, Honoré Champion libraire, 1903: mwefqvol. 1., mwefuvol. 2..
• mwefc(FR) mwefgmwefkSupplément a la correspondande Napoléon I: l'Empereur et la Pologne., paris, au bureau de l'agence polonaise de press, 1908.
• mwefs(FR) mwefwCorrespondance inédite de Napoléon I, conservée aux Archives de la guerre, Ernest Picard, Louis Tuetey (a cura di), 5 voll., Paris, Henri Charles-Lavauzelle editeur militaire, 1912-25: mwef0vol. 1., mwef4vol. 2., mwef8vol. 3., mwegavol. 4., mwegevol. 5..
• mwegm(FR) mwegqInédits napoléoniens, Arthur Chuquet (a cura di), 2 voll., Paris, Fontemoing et c. éditeurs, 1913-19: mweguvol. 1., mwegyvol. 2..
• mweggOpere di Napoleone Bonaparte, su classicistranieri.com. URL consultato il 14 novembre 2014 (archiviato dall'url originale il 28 novembre 2014).